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Isola D’Elba/ Memorie del tempo

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Scritto da Claudia Concas Elba-La Mammoletta- 10 agosto 2016. L’equipaggio era pronto per la partenza. Tutti i componenti erano carichi di aspettative, grande era l’ entusiasmo di vivere il Campus all’ insegna del divertimento, ma soprattutto, della conoscenza di sé e degli altri. Nessuno aveva scelto i propri compagni di viaggio, qualcuno s’ imbarcava per la prima volta, altri avevano già vissuto quest’esperienza ed erano convinti che non sarebbe stata uguale alle altre.

Isola D’Elba/ L’anno prossimo decido io!

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Scritto da Grazie Calamusa Siamo quasi arrivati a Piombino Marittima. Claudia mi ha già anticipato che al porto ci aspetta C. con i suoi genitori. C. è un ragazzo di 25 anni, paraplegico. Avrei potuto fare tante domande su di lui ma ho preferito evitare, volevo che fosse una scoperta. Una volta arrivati al porto, lo raggiungiamo. C. conosce già le altre educatrici, ma non me.  Mi avvicino per salutarlo e mi presento, ma lui non mi risponde e si limita a guardarmi. Si evince subito il suo poco entusiasmo al pensiero di fare il campus con noi e ci tiene subito a precisare: “L’ho già detto a mio papà, l’anno prossimo decido io!!!”.

Brasile/ Esperança

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Scritto da Aurora Colantonio Cristine non conosce i suoi genitori: era troppo piccola quando è andata in adozione. Non conosce neanche i loro nomi. Per i primi nove anni della sua vita  ha vissuto con i suoi zii. A nove anni subí la prima violenza: stuprata dal nonno di settant’anni. Allora cambiò famiglia: la presero una coppia che aveva già tre figli. Ma in famiglia non si sentiva accettata, perché loro erano bianchi, lei no. La sua condizione di “schiavetta” peggiorava di anno in anno, finchè a tredici anni avvenne la seconda violenza: stuprata dal padre. A quindici ebbe la sua prima figlia, dal padre adottivo. Ha cominciato a cercare consolazione nella droga a diciassette anni.

Passo dopo passo: l’erranza educativa

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scritto da Cristina Mazza Porsi nell’educare in modo itinerante  ci collega alla metafora del viaggio, dell’esplorare, del proiettarsi verso qualcosa di diverso, di tendere verso qualcosa che non conosciamo nei confronti del quale vogliamo metterci in relazione.. Educare nello spirito di una educazione itinerante può significare certamente relazionarsi con l’altro diverso da noi, con l’altro noi, con la differenza.

Di inizi bellissimi e gratitudine

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Scritto da Sara Cofani (futura tutor del corso di formazione ESF di San Martino al Cimino VT) “Cristina Mazza vi deve parlare”. E’ così che è arrivato il mio incarico da tutor, in una mail il cui oggetto ha dato vita ad un solo pensiero: “oddio, e mo’ che ho fatto?!” Poi dopo, fortunatamente, solo sorrisi e gratitudine.

  • Viaggio in HONDURAS
  • ESF in RWANDA
  • Cammino ESF 2014