di Simona Di Gallo

Iray, roa, telo… Tonga Soa!
Iray, roa, telo… Misaotra!
Iray, roa, telo… Veloma!
“ Ti chiederanno le cose più stupide, quelle più insignificanti e non capiranno”
Dal mio rientro, solo due settimane fa, me ne hanno fatte tante di domande.
Che lingua parlavi? Vi capivate? Cosa hai mangiato? Hai visto animali strani?
Vorrei tanto rispondere a tutto ma mi vengono solo altre domande.

Sei stata bene? Si, sono stata bene.
Una mia amica mi ha detto “ Sorridi in modo diverso da quando sei tornata”
“ Viaggiare ti lascia senza parole e poi ti trasforma in un narratore” e “Di parole ne ho piena la testa” diceva la filastrocca che ci hanno regalato i tutor, al cammino ESF di quest’anno.

Ho fatto fatica a trovare le parole da scrivere, ci ho messo tempo.
Ho pensato tanto a cosa raccontare, a una parola per racchiudere tutto. Non l’ho trovata.
Musica. Emozioni. Radici. Foto. Passi. Gioco. Viaggio. Incontri. Non servono parole. Cura… prendersi cura.
Queste sono solo alcune di quelle che mi sono venute in mente

Mi piacciono i sorrisi.
Mi piacciono gli sguardi.
Mi piace ascoltare gli altri parlare malgascio.
Mi piace il silenzio. Mi piace quando nel silenzio non servono le parole per capirsi.
Mi piace ballare i bans alle 8 di mattina con tutti i bimbi della maternelle.
Mi piace andare a Ivoambo tenendo in braccio la palla da calcio e un pezzo di legna con cui poi una signora ci cucina il pranzo.
Mi piace partecipare alla winter school con Teresa e gli studenti di Human.
Mi piace andare a lavare i pennelli sporchi di tutti colori utilizzati, ogni volta che finisce la giornata di formazione.
Mi piace sporcarmi di colore e di terra.
Mi piace portare le tempere ai ragazzi in carcere e passare con loro quell’ora a settimana.
E poi cosa mi piace?
Mi piace camminare per strada, stare in mezzo alla gente.
Mi piace esserci e stare qui, in Madagascar. Qui ad Ambalaki.
Mi piacciono i tramonti. Mi piacciono i colori del tramonto. Ogni sfumatura dei colori di questa terra rossa.
Mi piace sperare di aver lasciato un impronta che resta e molto più colorata di quella della mia mano sul muro di Ambalaki.
Mi piace pensare di aver messo un piccolo mattoncino in un progetto grandissimo.
Mi piace anche svegliarmi alle 4:30 per andare a far corvees, a scovare i sassolini nel riso.
Perché anche oggi si mangia riso.
E poi cosa mi piace?
Mi piace sedermi fuori dal cancello blu e vedere passare le persone.
Mi piace l’odore del fuoco.
Mi piace guardare il cielo seduta a terra nel campo da basket e fare due tiri coi ragazzi, nonostante non sia proprio il mio sport
Mi piace quando con due chitarre e due tamburi ci si ritrova tutti a cantare sul muretto all’ingresso di Ambalakilonga. Qualcuno balla e mi invita a ballare. Sorrisi.

… Ti ricordi? Mi ricordo. Mi ricordo di ogni volta che ho detto “misaotra”.
Mi ricordo di dire “Grazie” ogni volta che posso anche ora che sono a casa.
Mi ricordo di ogni volta che ho detto “misaotra ambalaki”