Durante il servizio civile lo scorso anno, il nostro educatore Lorenzo Bertoni, ha raccolto alcune storie, le abbiamo conservate in un cassetto, ma ora ci piacerebbe condividerle con voi.
Le storie sono ambientate in Honduras e sono raccontate da ragazzi ospiti della nostra Casa Juan Pablo II di El Paraiso.

Mi chiamo Carlos Avila, sono nato a Tegucigalpa, la capitale dell’Honduras, ho 24 anni e sono un ragazzo che vive a Casa Juan Pablo II.

La mia infanzia é stata complicata e raggiunta la maggiore età ho deciso di emigrare negli Stati Uniti d’America, vivendo parecchi anni lontano dal mio paese, prima di essere deportato nel 2016.
Sfortunatamente questa esperienza mi ha fatto cadere nella spirale della droga e nell’alcolismo. Dopo questo periodo buio della mia vita, grazie a Dio, ho incontrato il centro di riabilitazione, Casa Juan Pablo II.

Ringrazio la casa, gli educatori e il direttore per tutto l’appoggio che mi hanno dimostrato, aiutandomi ad uscire dal male in cui stavo annegando.
La foto del mio articolo mi piace perché vedo una differenza: prima ero magro e maltrattato, in questa immagine invece mi vedo recuperato, una persona diversa da prima. Questa foto é così importante, perché mi da la possibilità di vedere il cambiamento in positivo che ho raggiunto.
Vedo allegria nel mio sguardo.

Adesso sono una persona nuova, i giorni a Casa Juan Pablo II mi hanno fatto cambiare, sono un uomo che ha appreso valori e che pensa diversamente. Qui nel centro si impara a convivere come fratelli, lavorando e lottando per noi stessi, con l’obiettivo di migliorarci giorno dopo giorno. Molti degli insegnamenti che ci vengono impartiti, riguardano il controllo dell’ansia e possono essere messi in pratica ogni giorno; é positivo tenere la mente occupata per allontanarsi dai cattivi pensieri, imparando nuovamente a socializzare senza l’utilizzo di sostanze. Quando ero nel vizio mi sentivo isolato, adesso posso conoscere persone nuove ed intrattenere conversazioni come una persona normale.

Voglio dire a tutte le persone che sono ancora nel vizio, che mentre si vive in questo mondo si pensa di star affrontando i problema in maniera corretta, quando in realtá é la droga che ci fa pensare in questa maniera; la veritá é molto diversa. Dico questo perché anch’io ho sperimentato questa situazione.
La mia esperienza nel mondo della droga é stata considerevole, all’inizio consumavo marijuana e tabacco, successivamente ho iniziato ad alcolizzarmi, a usare cocaina, ad inalarla e cosí, poco a poco, la mia vita si stava sgretolando, senza che potessi comprenderlo e rifiutando i consigli della famiglia e delle persone che mi volevano bene.

Non avevo piú nulla, i soldi scarseggiavano sia per il vizio che per mangiare; avevo perso tutto, compreso l’amore della familia. Sono arrivato al punto di dover vendere le mie cose, o fare tutto quello che fosse necessario per comprare un panino o qualcosa da mangiare. Vivevo in strada quando la notte mi prendeva alla sprovvista camminavo drogato, sporco e puzzolente.

Quando ho toccato il fondo, ho compreso di essermi perso nella droga e ho ricominciato a parlare con mia mamma, dopo tanto tempo che non la sentivo. La prima volta che l’ho chiamata le ho chiesto perdono e lei mi ha risposto che avrebbe chiesto se qualche centro di riabilitazione avesse un posto libero.

Dopo due settimane tutto era pronto e mi hanno portato a Casa Juan Pablo II.

Rendo grazia a Dio e mia mamma, perché so che quello che hanno fatto per me é molto importante.

Ora ho raggiunto i miei otto mesi di percorso e mi sento rinvigorito, sia fisicamente che mentalmente; chiedo a Dio di darmi forza, perché possa riabilitarmi ed essere una persona nuova.