Scritto da Benedetta Campia

Nella mia bottega delle parole
ci sono le infinite forme che possono prendere i miei contenuti.
Basta un pezzo di carta e una penna
la musica giusta o il silenzio
e lasciare il pensiero.
Così le parole possono scorrere, perdonate e senza giudizio, trovando i binari giusti per viaggiare.
Uno spazio creato curato e pensato per accoglierle e, insieme a loro, accogliere la parte più vera di noi. Anche se la nostra mano scrive di cose inventate, di ciò che non siamo mai stati e di ciò che non abbiamo mai visto. La parte più vera di noi.
Nella mia bottega delle parole creo la mia casa, è un camper e dalla mia finestra ogni giorno il paesaggio cambia, il significato di ciò che vedo è sempre diverso.

Disegno il palcoscenico della mia vita e decido chi recita le parti. Dò voce alle voci dalle case.
Nella mia bottega delle parole ricucio strappi, e i miei magoni cambiano forma.

Un rito di liberazione di mondi sommersi, che trovano tregua tra un ago e un filo.

L’occasione di trasformare i desideri e le malinconie in opera d’arte.
Perchè tutti possiamo essere opere d’arte, basta trovare le chiavi.
Nella mia bottega delle parole
un mazzo di chiavi colorate, capaci di aprire porte dimenticate.