Esiste un libro di Keri Smith che si intitola “Risveglia la Città” edito da Terre di Mezzo.

Era il fine settimana del 22 Febbraio 2020 e, con un gruppo di circa 70 educatrici ed educatori senza frontiere, ce ne stavamo sulle montagne a riflettere sul futuro, a camminare, a vivere il nostro corpo attraverso la pratica della danza, insomma, 4 giorni di formazione per un gruppo nutrito di storici ESF.

Era la Valle Camonica, due ore e mezza da Milano, poca connessione internet, montagne splendide, silenzio assoluto.
Il 23 Febbraio, finito il nostro incontro, abbiamo attraversato l’Italia per tornare a Milano, Roma, Imola, Varese, Trento, Bologna, Firenze, Bergamo e molti altri punti sulla mappa.

Non sapevamo bene cosa stesse accadendo, non sapevamo che da quel giorno sarebbe cambiato tutto, non sapevamo che un giorno la città si sarebbe veramente addormentata e che sarà sul serio nostro compito risvegliarla.
E così oggi siamo qui, con quel libro tra le mani (non proprio quello, qui ho solo la versione spagnola, quella italiana è rimasta sulla mia scrivania nel parco Lambro) che dice a pagina 13:

“La guerrilla art offre un’alternativa all’eccesso di immagini commerciali con cui ogni giorno ci confrontiamo, sotto forma di pubblicità, che ci esortano a comprare. Può veramente trasformare e aggiungere qualcosa al paesaggio culturale di un territorio.”

E così ce ne siamo andati a camminare tra le montagne con un foglietto tra le mani che diceva così:
La cornice rossa sarà il nostro simbolo di #guerillaart.

La cornice rossa (#cornicerossa) racconta che possiamo posare uno sguardo diverso sulle cosa, che possiamo cambiare la poesia di un luogo, dando un punto di vista.
Un punto di vista fisso?
No, cambia, vola con il vento, lo puoi guardare da tanti punti di vista, puoi metterci dentro un dettaglio, la tua mano, un fiore, la montagna, la strada, la roccia…quello che vuoi.
Puoi scrivere sulla cornice, puoi pensare di lasciare delle istruzioni per chi passerà da quelle parti.
E poi scatta una foto e insieme lanceremo la nostra #cornicerossa pensare fuori dalla cornice e dentro.
Per immaginare mondi, per raccontare il nostro viaggio di questi giorni, per fermarlo in una immagine e usare quel frammento per dirlo agli altri.
Potrebbe essere il nostro modo di dire ESF, di parlare di noi dentro e fuori dallo schema, attraverso un gesto artistico.
Nel nostro camminare abbiamo lasciato tracce che magari altri camminatori troveranno presto.

“La guerrilla art può essere qualsiasi cosa tu voglia: un’idea, un’espressione, un movimento, un’esperienza, uno sfogo, un modo di comunicare, un modo di documentare, una sfida, una forma di gioco, uno stato, una performance, un’attitudine, una pratica, un’improvvisazione, un rituale” (pag.14)

E da oggi inizieremo a far vivere sulla nostra pagina FB la nostra #cornicerossa che racconterà il nostro viaggio tra le montagne, ma che ci servirà anche per documentare i nostri giorni dentro casa o al lavoro.

#wewalk #cornicerossa #restiamoacasa

Gabriella Ballarini