In questi giorni di “sosta”, i nostri Educatori senza Frontiere ci racconteranno il loro viaggio, il loro attraversamento di questo tempo, per non smettere di viaggiare mai, per non chiudersi mai dentro le frontiere.

Scritto da Michela Piombino

Diario di viaggio.

Tutti definiscono questo periodo come un “tempo di sosta”.
Un “tempo sospeso”.
Un “tempo lento”.
Un “tempo fermo”.
Parole legate allo stop improvviso della nostra quotidianità.
Delle nostre attività.
Dei nostri progetti.
Dei nostri movimenti.
Delle nostre vite.
Io, invece, definirei questo periodo “altalenante”.
O meglio, un’altalena.
Proprio come un’altalena, questo periodo ti sposta.
Sposta le tue emozioni.
Sposta i tuoi pensieri.
Sposta i tuoi sogni e desideri.
Sposta i tuoi impegni.
Sposta tutto.
Prima da una parte, poi dall’altra.
Prima su, poi giù.
Prima avanti, poi indietro.
Prima ti fa volare, poi ti fa cadere.
Prima provi forza, poi provi paura.
Proprio come un’altalena, questo periodo ti fa muovere.
Da dentro di te a fuori di te.
Dalla testa ai piedi.
Dall’essere sospeso all’essere a terra.
Proprio come un’altalena, questo periodo ti fa allontanare.
Dalle mani.
Dagli abbracci.
Dai corpi.
Proprio come un’altalena, questo periodo ti fa avvicinare.
Ai sentimenti più profondi.
Ai pensieri più nascosti.
All’anima.
Proprio come un’altalena, questo periodo ti illude.
Ti illude che si possa fermare da un momento all’altro.
Ma invece no.
Ti illude che si possa fermare da sola.
Ma invece no.
E, proprio come un’altalena, ad un certo punto, inizi a capire che la fermata dipende.
Dal tuo voler bloccare il movimento o dal voler continuare a viverlo.
Dalla tua frenata brusca o dalla tua frenata lieve e graduale.
Dalla tua postura dritta e rigida o dalla postura più curva e flessibile.
Dalla tue mani rimaste chiuse o dalle tue mani pronte ad aprirsi.
Dalla tua voglia di guardare avanti o dalla tua voglia di guardare in basso.
Dipende da te.
Te che sei stanco, ma anche resiliente.
Te che sei vuoto, ma anche libero.
Te che sei pieno, ma anche colmo.
Te che sei uragano, ma anche brezza.
Te che sei impotente, ma anche potenzialità.
Te che sei dentro, ma anche fuori.
Te che sei solo, ma anche con altri.
Te che sei isola, ma anche porto.
Te che sei lontano, ma anche vicino.
Te che sei fermo, ma anche in movimento.
Te che sei tutto questo e già lo sai.
Te che sei pronto a tutto questo e già lo sai.
Te che imparerai a guidare l’altalena, ma ancora non lo sai.