Scritto da Cristina Mazza

 

Caro Presidente,

in questo grande mondo di Exodus noi, Educatori senza Frontiere,  ci occupiamo di una parte, quella del volontariato, soprattutto di quello internazionale, nell’ottica dell’educazione e non della Cooperazione, che tanto ha fatto in questi anni. Nasciamo all’interno della Fondazione Exodus e da essa ne traiamo la linfa vitale per la quale abbiamo costruito gli interventi di questi 9 anni di vita. L’esperienza della carovana, del viaggio, ha portato Exodus al di fuori dei confini nazionali, trasformandosi, in alcuni casi, in progetti stabili di collaborazione e sviluppo.

Educatori senza Frontiere ha fatto dell’educazione, anche in campo internazionale, il suo obiettivo e la sua sfida, convinta che l’educazione sia lo strumento essenziale per il riscatto di un popolo e di una nazione.  Educatori senza Frontiere è un movimento aperto, che tende ad armonizzare e a porre in dialogo istanze diverse in ordine all’approfondimento delle tematiche pedagogiche.

Nasce dall’idea secondo la quale l’educazione, nella sua accezione più semplice e profonda, è il potenziale irrinunciabile di ogni uomo e di ogni comunità e il tessuto-base-connettivo delle relazioni e delle realizzazioni di tutti gli esseri umani, e di ciascuno. Non esiste e non può esistere una grottesca superiorità di alcuni uomini o di alcuni popoli, soprattutto in campo educativo, su altri uomini e su altri popoli. Se ciò fosse, contrasterebbe con la natura stessa dell’evento educativo, naturalmente costituito da più voci in reciproca cura.

Ci muoviamo nell’ottica di un’ attenzione educativa all’uomo e ai suoi problemi senza distinzione alcuna, per contribuire a favorire il maggior sviluppo possibile, elaborando idee e strategie per conoscere le realtà e le loro problematiche, le

diversità e i loro valori, rendendo protagonisti dell’educazione gli uomini e le donne nel loro contesto.

La sua azione principale mira alla valorizzazione dell’esistente promuovendone le potenzialità educative, nella consapevolezza che lo spirito dell’educazione è alla base di una sempre maggiore umanizzazione  dei popoli  e tra i popoli, sostenendo ed elaborando progetti improntati agi ideali di giustizia, di solidarietà e di sussidiarietà tra le persone  e  i popoli.

In questi anni di attività la formazione è stata lo strumento indispensabile per le azioni che abbiamo svolto nei Paesi dove siamo approdati, al motto “pulirsi le scarpe prima di entrare”, convinti che atterrare in un Paese straniero sia come essere ospiti in casa di altri. La formazione dei 500 e più giovani dai 16 ai 25 anni, che sono passati in Educatori senza Frontiere, ci ha visti crescere come persone e come associazione. Utilizzare il viaggio come metodo formativo ci ha permesso di affinare le nostre capacità  conoscitive anche attraverso i luoghi che ci hanno accolto. L’obiettivo fondamentale rimane dunque la formazione di educatori competenti e disponibili a condividere situazioni difficili al fine di individuare nell’educazione dell’uomo lo strumento della propria emancipazione. Educatori senza Frontiere promuove forme differenziate di intervento che favoriscano l’istruzione, la formazione professionale, l’educazione alla propria identità e alla mondialità, delle nuove generazioni. Il ritorno rappresenta per gli Educatori senza Frontiere, la testimonianza e la gratitudine verso tutte quelle persone incontrare in terra straniera, che credono nell’azione educativa e che ci hanno formati e aiutati a crescere come persone e come educatori.

Educatori senza Frontiere non ha pedagogie da proporre, si pone a servizio degli

altri  per individuare nuove prospettive  di sviluppo umano, civile  e culturale , e vede  nello studio  e nella cooperazione  le condizioni del cammino della pace e della giustizia  tra i popoli.

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