Durante il servizio civile lo scorso anno, il nostro educatore Lorenzo Bertoni, ha raccolto alcune storie, le abbiamo conservate in un cassetto, ma ora ci piacerebbe condividerle con voi.
Le storie sono ambientate in Honduras e sono raccontate da ragazzi ospiti della nostra Casa Juan Pablo II di El Paraiso.

 

Il mio nome è Ronal Josue, ho 27 anni e sono nato nella città di El Paraíso ma ho vissuto a Morocelí.

In questo momento mi sto riabilitando per poter recuperare la mia vita, dato che ho già buttato dieci anni nella spazzatura e ora lotto per recuperare il tempo perso. Dal momento che ho l’opportunità di poter esprimere il mio pensiero, voglio approfittarne per parlare della deforestazione nel mio paese, Honduras.

Ho avuto l’occasione di poter visitare molti luoghi in cui le persone si preoccupano per mantenere un ambiente sano e pulito; sono sempre stato un amante della natura e apprezzo le persone che si preoccupano di mantenere le aree verdi in buono stato.

Penso sia una buona idea rinforzare l’educazione ambientale, visto che è una parte vitale del nostro paese e del pianeta in generale.  Secondo me, e per quello che ho potuto vivere in venti anni in cui osservo come si stiano distruggendo ogni giorno boschi ed alberi, noto che il processo di distruzione della natura sia notevolmente accelerato e che siamo la causa di un impatto sempre più forte sull’ambiente. Adesso ci risulta molto difficile coltivare e mantenere un raccolto; abbiamo distrutto fonti d’acqua e abbiamo tagliato la maggior quantità di alberi che ci era possibile, senza preoccuparci di proporre un programma di riforestazione.

Secondo il report prodotto dall’ ICF (Instituto de Consevación y Desarrollo Forestal) e pubblicato dal quotidiano “El Heraldo”: Honduras conta con una copertura forestale di 5,384,424.88 ettari, che rappresenta il 48% del territorio nazionale; sfortunatamente , la perdita generale all’anno é di 23,303.56 ettari.

Questo é dovuto alla grande richiesta di legno di pino nel paese e alla incoscienza degli allevatori che approfittano di ogni pezzo di terra disponibile, distruggendo il bosco senza pensare alle persone che vivono nella zona.

Adesso il governo ha il compito di recuperare gli ettari di bosco persi; noi come beneficiari dobbiamo appoggiare tutti i programmi che il governo vorrà realizzare.

Per quanto riguarda l’impatto climatico nel nostro paese, dobbiamo prendere in considerazione che stiamo producendo un danno al nostro territorio con i rifiuti che smaltiamo inadeguatamente.
Ignoriamo le campagne di pulizia e non ci interessa il danno che stiamo causando al paese e al mondo intero.

In quasi tutti i paesi latinoamericani esiste il problema dell’inquinamento a causa della cattiva organizzazione nella raccolta dei rifiuti. In Honduras, come molti paesi, la spazzatura è bruciata e ammassata all’aria aperta, ed è lì che si producono i maggiori focolai di malattie infettive, dato che molte persone vivono praticamente dentro le discariche a causa della povertà che si vive nel paese.

Queste persone raccolgono la spazzatura che ancora ha un valore poiché per ogni rifiuto possono ricevere dei centesimi; è preoccupante vedere come i bambini rischino di contaminare il proprio corpo a causa della pessima distribuzione della spazzatura che, in alcune occasioni, si incontra già in stato di decomposizione e sono esposti alla possibilità  di maturare gravi infermità.

Il fumo tossico nell’ambiente pregiudica i suoi occhi. Le mosche non lo lasciano in pace, sui suoi piedi ci sono ferite che sono causate dai vetri e dai pezzi di alluminio. Intorno a lui non c’é che spazzatura e avvoltoi che gli volano sopra. Vanno in cerca di lattine vuote, bottiglie di plastica e qualche giocattolo. Insieme ai loro genitori e fratelli, vanno tutti i giorni alla discarica, aspettando l’arrivo di camion carichi di spazzatura, vivono di quello che gli altri buttano, così é come sopravvivono, sono bambini di appena cinque o sei anni; sono bambini e bambine con grandi potenzialità, però poche opportunità.https://www.laprensa.hn/honduras/638539-97/no-m%C3%A1s-ni%C3%B1os-en-los-basureros www.laprensa.hn LA PRENSA)

É mia opinione che ci manca coscienza, educazione ed informazione rispetto alle mille forme in cui possiamo inquinare l’ambiente, che vanno dal buttare un sacchetto di plastica fino a tagliare un albero. Non ci rendiamo conto che stiamo contribuendo all’inquinamento dell’aria che respiriamo; dobbiamo prendere molto seriamente il compito di cominciare noi stessi a fare la nostra parte e non lasciare che il governo faccia tutto per noi, cominciando dal conservare i rifiuti nel luogo a loro adibito e insegnare agli altri come farlo, evitando di tagliare alberi ed uccidere gli animali che aiutano a mantenere la biodiversità di tutto il pianeta.