Recensione di Teresa Falanga

Il bagaglio a mano diventa in questo libro metafora della vita chiedendo al protagonista e al lettore di scegliere l’indispensabile, di abbandonare le le inutilità che ci tengono fermi.  

Il perdere diventa una forma di ricchezza poichè rende più leggeri.

Perdere i preconcetti
Perdere le vite non vissute
Perdere i muri mentali
Perdere il passato
Perdere le zavorre

Consiglio questo libro perchè…
ha spostato il mio sguardo sulle cose importanti che mi circondano, mi ha fatto riflettere su quanto a volte ci ostiniamo a portare con noi  il peso di azioni passate sbagliate che se non trasformate aumentano l’entità della nostra zavorra.

Spunti di lavoro
Il testo può essere uno spunto importante per laboratori creativi che esplorino il vissuto personale. Un materiale che potrebbe prestarsi bene potrebbe essere la creta: partire da un blocco e scavarlo fino ad arrivare all’essenziale, alla forma che era racchiusa all’interno, all’anima.

“Se fermaste cento persone in partenza all’aeroporto notereste una statistica, una proporzione inequivocabile: grande viaggiatore, piccolo bagaglio. E viceversa. L’esperienza aggiunge, ma anche insegna a togliere. Affina. Avvicina al nocciolo, all’indispensabile”

“Si può rimanere senza qualcosa e stare meglio di prima, soprattutto se quella cosa la si è donata ad altri”

“L’ultimo vestito è senza tasche”

“Di fronte ad una valigia grande si tende a riempirla con “quel che ci sta”. Nel bagaglio a mano entra “quel che si vuole””.

“Less is more”

TITOLO: Solo bagaglio a mano
AUTORE: Gabriele Romagnoli
EDITORE: Feltrinelli
ANNO: 2015
PREZZO: 9.90 euro