Scritto da Francesca Riva

Come passano le stagioni…conosco un posto lontano sull’oceano dove le stagioni sono diverse da quelle che vivo di solito, si susseguono proprio nel modo opposto e il tempo cambia in modo repentino, in un momento il sole illumina e riscalda la terra e poco dopo ti puoi trovare quasi nel bel mezzo di un ciclone. Questo posto è abitato da persone provenienti da diverse parti del mondo: la costa orientale dell’Africa, la Cina, l’India, la Malesia e da tutta l’Asia…ognuno con la propria sfumatura, ma anch’io con la mia, mi sentivo comunque sempre diversa.

Questo posto, anche se molto lontano, lo sento tutt’ora vicino, un’isola rossa nel cuore, un viaggio che attraversa tutta l’Africa e che ti fà arrivare nel profondo della terra, nel profondo di un mondo semplice e “grezzo”, ma nello stesso tempo “lungo” e non facile da capire…un mondo dove si parla una lingua alla forma passiva, dove per dire sole si dice “occhio del giorno” e dove per dire caramella si dice “pietra dolce”…

Che affascinante questo mondo e ancora quanto c’è da scoprire, ancora quante persone da incontrare, questo luogo lontano ha una piccola e grande casa, un posto dove vivono dei ragazzi qualunque, alcuni arrivano dalla strada, altri da un orfanotrofio vicino, altri ancora con genitori senza origini o con dei genitori dimenticati, anzi, forse, sono proprio i genitori che si dimenticano di avere figli: il grande dono della vita bisogna custodirlo nel cuore prima ancora che nelle braccia…

Proprio a questi figli di genitori lontani, persi, a metà e ormai in un’altra vita voglio dedicare queste mie parole, a loro voglio augurare di poter sognare, come ho fatto io, di poter vedere e vivere la vita come un loro progetto da inventare giorno dopo giorno… se volete potete, anche lì, voi che siete la “cosa” più bella di questo mio Madagascar…

 

“La speranza non è un sogno,

ma il modo per realizzare i sogni.”

L. J. Suenens

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