Natale ritorna.

Ritorna con la sua luce anche in questi giorni che sono segnati dalle notti più lunghe dell’anno.
Ecco si Natale ritorna tutti gli anni, puntuale.

Mi sembra quasi che origini a nord, nel posto più freddo del mondo, là dove i ghiacci si stanno sciogliendo, là da dove arriva Babbo Natale, là dove vivono le renne dalle grandi corna, regali come regine del grande reame. Là dove viene la neve, che copre con il suo manto le brutture del mondo; là dove viene la tempesta che spazza con i suoi venti l’aria pensante e crudele; là dove il nord è in cima al mondo che se la terra non fosse rotonda, sarebbe il re del regno e da lassù guarderebbe tutto ciò che succede in questo Natale che ritorna.
Si viene dal nord, viene dal freddo, perché qui fa freddo.

Ma poi viene anche dall’est dove i ciliegi in fiore coprono le strade di petali meravigliosi per farci camminare su un tappeto soffice, e dalle montagne nascoste che a loro volta nascondono volti che si nascondo sotto veli neri e tu intravedi solo occhi meravigliosi, scuri, neri, come nero è il cielo sopra di loro
E poi viene dall’ovest pieno di luci e di stelle, pieno di piedi scalzi che solcano le strade di un possibile ritorno verso casa in uno sciame di esseri umani che chiedono solo il diritto alla loro patria perché qualcuno ha deciso che un mattone sopra l’altro altro non fosse che uno stare fuori tu e uno stare dentro io.
E poi viene dal sud, caldo, dove soffia incessante il vento sabbioso, e dove il sole non si spegne mai, dove la bellezza fa a pugni con la crudeltà e dove l’umano non conosce vergogna e confonde l’istinto con la ragione, riducendo in schiavitù l’essenza e il cuore e legando in catene il moto dell’andare, possibile ragione dell’esistenza.

Ecco si… il Natale ritorna ogni volta a sorprenderci e non sempre ne dovremmo andare fieri. Ma torna.
Torna per ricordarci che la storia non si ferma, che si nasce e che si muore e che c’è solo questa possibilità e non ce ne sarà un’altra. Unica e sola per renderci uomini e donne degne di occupare il posto che occupiamo, che ci è stato regalato,Torna, nella neve, nella pioggia, nelle luci, nella notte, nell’infinità degli sguardi, nel … se non ci vediamo più… Buon Natale ….
Torna…. per me torna quel bimbo simbolo di un mondo senza fine che ha una possibilità sempre e comunque, che non sosta , che non fa capricci, che non dice…” se non fate i bravi non torno più.”

Che sia un Buon Natale amici miei, dal nord freddo, dall’est sconosciuto, dall’ovest crudele, dal sud tradito.
Buon Natale amici miei, che sapete guardare al cuore dell’uomo, con quella speranza che domani torna, e ancora e ancora…. E che niente andrà perduto, che tutto rimane dentro la terra che abbiamo calpestato come un seme che prima o poi germoglierà, ma noi lo sappiamo bene che non vedremo il frutto ma siamo consapevoli che abbiamo avuto tra le mani il seme.

Buon Natale amici miei, con il desidero dell’ancora…. Oggi … domani … sempre.
Perché noi siamo il Natale.
Ancora…. Oggi… domani… sempre…
Cristina Mazza (Responsabile dell’associazione Educatori senza Frontiere)