Scritto da Celeste Grillo

Fianarantsoa, Ambalakilonga, Qui, è il mese di Dicembre. Mi trovo a scrivere sul senso del Servizio Civile, sul motivo, sulla scelta che mi accompagna quotidianamente. Un’occasione, mi si presenta ora a tre mesi dalla partenza, ora che non posso parlare più solo in potenza delle aspettative di questo viaggio.

Dialogo allora con quella Celeste di via degli Aceri e un po’ ci scherzo intitolando molte frasi con “ma ti ricordi quando…”. Bussano, ci interrompono: è arrivato Tempo, si siede tra noi.

È un attimo che tutto diventa mutevole, o persistente: parole, ricordi, nomi, riflessioni, persino spazi!

Cerco di parlargli di dove e come vivo l’ora, il minuto, l’attimo, l’attesa; provo a parlargli di come vivevo l’ora, il minuto, l’attimo, l’attesa e lui inizia come una danza: si espande e assottiglia senza regole, tanto che a volte mi incontro in via degli Aceri e altre non riesco nemmeno a vedermi più. Pur non comprendendolo sempre, talvolta affatto, restiamo insieme e andiamo avanti in questo racconto in cui possiamo essere in tanti, come una voce sola. Mi racconto e mi concentro per cercare di vedere che non appaia il nulla, lui non è vuoto, lui an-nulla, pertanto spaventa. Spaventa perché esiste in funzione inversamente proporzionale al tempo vestendo panni sempre nuovi, rischiando la consapevolezza di chiamarlo con altrettanti nuovi nomi.

La location cambia, ci sono io che cammino nel tempo e incontro tante strade, persone, sguardi, parole. In certi momenti mi sembra mancare la terra sotto i piedi, in altri mi scivola dalle mani, altri ancora si fissa piacevolmente col suo profumo. Qui mi rincontro nella mia scelta: il motivo si chiama Tempo.

Tempo di lasciare Itaca per poi ritornarvi; Tempo da dedicarmi e dedicare perché sono curiosa di guardarmi e guardarci in quel fuori qui e in quel fuori là per permettermi di conoscermi un’altra volta, e un’altra ancora…finché c’è spazio. In tempo d’imparare, d’incontrarci, di contaminarci.

Credo ci voglia veramente tempo al tempo per riconoscere ma c’è soprattutto bisogno di conoscere senza mai farlo solo una prima volta. Ha un forte senso per me prendersi cura del tempo, è strada per tutti i piedi del mondo, è humus di ogni radice, e quest’anno lo faccio grazie al Servizio Civile.

 

 

 

 

 

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