di Rosario Volpi
Ci sono luoghi che nascono per accogliere persone, allargare le braccia, aprire porte. Questa è la vocazione della nuova Grande Salle di Ambalakilonga realizzata grazie al prezioso contributo del Comitato per gli Interventi Caritativi a favore del Terzo Mondo della Conferenza Episcopale Italiana.
Il 28 settembre, con la benedizione di Monsignor Fulgence Rabemahafaly, Arcivescovo di Fianarantsoa, abbiamo inaugurato uno spazio che entra a far parte della vita del Centro e che, da oggi, potrà accogliere attività formative, incontri, momenti culturali e occasioni di condivisione.
Una sala, per quanto bella e funzionale, non è ancora un luogo, lo diventa quando viene abitata. Quando qualcuno entra e trova qualcun altro con cui incontrarsi. Quando bambini, ragazzi, allievi, educatori, formatori, famiglie e persone del quartiere possono sedersi insieme, imparare, parlare, ascoltarsi, costruire qualcosa.
È qui che ritroviamo una parte importante del nostro modo di fare educazione: educare significa aprire porte, possibilità, strade nuove.
Aprire porte a chi arriva, a chi cerca uno spazio, a chi porta una domanda, un’idea, una storia. Significa creare le condizioni perché possano nascere incontri e relazioni, perché ogni percorso educativo prende forma anche attraverso le persone che incontriamo lungo la strada.
Ad Ambalakilonga questo desiderio attraversa da sempre il nostro lavoro. Il Foyer, la scuola materna APE, il Renforcement scolaire, il CFP HUMAN, gli spazi di formazione e quelli della vita quotidiana non sono esperienze separate: sono parti di una comunità educativa nella quale percorsi, storie, esperienze diverse possono incontrarsi.
La Grande Salle aggiunge oggi una nuova porta, aperta, anzi spalancata; una porta che non separa ma che mette in relazione!
Una porta che terremo aperta al quartiere nel quale molti giovani e molte famiglie non hanno a disposizione spazi per incontrarsi, formarsi e condividere attività. Una sala nuova, dunque. Ma soprattutto una nuova possibilità di incontro.
E una porta, ancora una volta, da tenere aperta.

