di Jlenia Galotta
Chiudo gli occhi e cammino per Ambalakilonga fidandomi solo delle mie orecchie.
La giornata comincia molto presto, il CIAF CIAF delle ciabatte di plastica che sbattono sulle scale, poi sull’erba, fino ad arrivare al pozzo. TIC TIC in cucina le gocce d’acqua riempiono il bidone di fianco al lavandino. Lo schioppettio del fuoco e l’acqua che bolle nel pentolone. Silenzio, qualcuno intona una canzone e nel mentre qualcun altro prepara i tavoli: dal suono che fanno sembrano piatti di plastica.
DRIIIIIIIN suona il campanello. OEEEEEE è arrivato Angelo.
La colazione è pronta, sento il suono della campana, passi svelti arrivano in cucina, le sedie si spostano, poi di nuovo silenzio, si prega e poi si mangia, sempre nessuna parola solo il rumore dei cucchiai che sbattono sui piatti. Finita la colazione tanti passi vanno in direzioni diverse: su, giù, in cucina e si ritrovano davanti al cancello per poi allontanarsi insieme verso la scuola.
Urla, risate, piccoli passi … SALAMABIOOO! Ecco i bimbi della Maternelle che entrano nelle loro classi e iniziano la mattinata intonando canzoncine diverse che si confondono con un’altra musica che arriva dalla caffetteria.
Lucille e Eleonor preparano il pranzo canticchiando una canzone mentre sento lo sfrigolio dei petisse che cuociono nell’olio bollente e il CIOC CIOC del coltello sul tagliere che sta affettando chissà quale verdura.
GODROGODROEEEEEE è ora della merenda, sento i bimbi correre al terreno mentre poco distante, nella cucina della comunità, fervono i preparativi per il pranzo: SWISH SWISH, il riso salta sul vassoio metallico.
BYEBYEOOOO i bimbi tornano a casa, un attimo di silenzio che viene interrotto dalla campana, è già ora di pranzo. Mi sembra di percepire gli stessi suoni della colazione: i cucchiai che affondano nel piatto di riso, l’acqua bollente che viene versata nei bicchieri e poi ci siamo noi volontari che con un “NANAO INONA ANDROANY?” impacciato cerchiamo di scambiare qualche parola con i ragazzi. Il pranzo dura poco, bisogna tornare a scuola, ma da lontano percepisco TAC TAC… FUMP! Qualcuno davanti alla grande salle sta giocando a biliardino, forse qualche ragazzo o forse qualche bambino del doposcuola che si è fermato a pranzo.
AUIUISSSSSS può sembrare un suono strano, ma niente panico, è solo Angelo che ogni tanto ci ricorda di non prenderci troppo sul serio.
FRUSH FRUSH Josè nell’orto sta tagliando l’erba con la falce.
TUNC TUNC nell’officina del Vélo qualcuno sta usando il martello.
E UNO, DUE, TRE, QUATTRO, CINQUE, SEI CIAO! È finito il doposcuola.
CLAC CLAC CLAC Matio sta cucendo qualche sua nuova creazione.
Il fruscio delle foglie, il garrito della bandiera che sventola, il cinguettio degli uccelli, intorno a me c’è pace.
KREEEEK si apre il cancello. SALAMA! Sono i ragazzi che tornano da scuola. Tempo di posare lo zaino e suona di nuovo la campana, questa volta è quella della preghiera. Dalla cappella si alza un canto, prima una voce, poi due, tre… trenta. Tutti insieme intoniamo il Padre Nostro. C’è chi canta senza timore, chi è più timido, sento tutti incredibilmente vicini.
Qualche chiacchiera e poi si va a preparare la cena, la giornata sta per finire ma… CI CI CI CI DAO! È Hila che passa a salutarci.
Apro finalmente gli occhi, è buio, ma le stelle sono talmente luminose che sembrano danzare nel cielo al ritmo del canto dei grilli. La musica continua…



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