A quasi un anno dal nostro ritorno dal Madagascar, abbiamo provato a ripercorrere la linea del tempo che scorre andando indietro e soffermandoci su alcuni attimi che hanno lasciato una traccia. Abbiamo scelto questi attimi per raccontarvi oggi, frammenti del nostro anno ad Ambalakilonga!

Sara e Annamaria

Dolcemente osservo, lasciando che l’aria mi culli, dolcemente lascio andare casa e i pensieri che l’accompagnano, così come le infinite emozioni di queste giornate …
Chissà se mai mi abituerò in mezzo a quella puzza, a quelli sguardi che ti fanno sentire così impotente, fastidioso, ricco e pesante.

Non lo so come imparare a prendermi cura di me in un luogo che non si ferma mai, dal quale continui a rimanere affascinato dall’immensa ricchezza ed energia. Allora forse inizio a comprendere che imparo a prendermi cura di me osservando come voi vi prendete cura di voi.
Gli sguardi che stavano intensamente, senza fuggire. Gli sguardi di chi sa penetrarti senza dire una parola, di chi sa capirti più di quanto credi.

Lo spazio necessario per camminare in silenzio, noi a fine giornata che camminando abbandoniamo un po’ di quello che è stato senza smettere di osservare ciò che accade.
Il tempo cambia davvero, non riesci a dargli una direzione definita, è scandito da ciò che accade, dai tuoi movimenti e da quelli di chi ti accoglie. Quando arrivi in un posto come questo sono le emozioni che iniziano a guidare le tue giornate. Gli sguardi curiosi di chi inizia a conoscersi, quelli penetranti che a volte gli occhi non riescono a sostenere, sono le relazioni che si creano nel modo più naturale, con le piccole attenzioni e a ritmo di una palla da basket.

Vorrei leggere i vostri pensieri, stringervi forte e tenervi con me a fine giornata, vorrei che certi sorrisi non finissero mai e che la vostra energia diventasse anche mia.
E così si accende una candela e tutto prosegue con una diversa intensità.
Lo star bene in un luogo non significa averlo compreso, non significa pensare che non ci possano essere difficoltà, incomprensioni, cambi di direzione, situazioni inaspettate. Cosa significa vivere in comunità?
E così rivedo gli occhi dello stupore nell’essere arrivata ad Ambalaki, nell’energia così forte da non riuscire a fermarsi, dal passare in continuazione da una chitarra ad una palla da basket, dal cuore a mille a fine giornata e di una pienezza che così tanto non l’avevo mai sentita.

Quel momento in cui tutto funziona alla perfezione, tutto è al posto giusto. A volte basta smettere di pensare ed agire … attenzione e costanza accompagnate da mani amiche che sanno accogliere e accompagnare, darti la sicurezza di cui hai bisogno e così la stanchezza è scavalcata improvvisamente dall’entusiasmo.
Sono grata alla vita e a questo posto ancora una volta. Il tempo scorre veloce e tutto cambia forma altrettanto velocemente cambia il mio modo di stare in questo luogo.

Fianarantsoa 06/03/2019
Vorrei che lo scrivere diventasse un rituale a cui dedicarmi per dare valore alla vita che vivrò qui, per prendermi il giusto tempo per lasciare quelle tracce che segneranno il mio cammino …
Oggi sono rimasta da sola, il mio primo momento da sola qui ad Ambalakilonga . Ho finito di aménager la stanza, il mio pezzo di stanza con il bisogno di cominciare a dare vita al mio nuovo “chez moi”. I colori del tramonto erano bellissimi, le persone che rientravano mi salutavano mentre ero seduta fuori al cancello. Quando sono rientrata c’era Gabriel che ha cominciato a parlarmi in italiano, poi sono arrivati altri ragazzi, Lucien e degli altri non ricordo il nome eravamo in tre, poi in quattro. Gabriel ha cominciato a cantare una canzone in malgascio provando ad insegnarmi qualche parola, poi ha cominciato a cantare la canzone “Vagabondo” ed in quel momento mi son venuti i brividi …

11/03/2019
Risaie …
Lavorazione del riso
Il Signor Bernard … mattinata dalle suore cappuccine …
Imparare dalla lentezza, assaporare le cose … non avere fretta!
Le 5 parole imparate con Clement per raccontare la giornata:
volo (capelli)
vary (riso)
masoandro (sole)
masera ( suora)
amboa (cane)

12/03/2019
Stranieri si è ma ci si sente anche e si può decidere di rimanerlo anche inconsciamente … è questo forse il rischio che si corre ed è quello che mi fa paura!
Ci sono delle cose che mi danno fastidio … tanto! Dell’esterno … della ricchezza che vedo fra la povertà, ma forse quello più difficile da accettare è che poi in fondo di questa ricchezza faccio parte anch’io!

19/03/2019
Qui sento la lentezza … una lentezza piena e condivisa, la semplicità, l’essenza … vorrei far pace con i silenzi e saperli ascoltare senza camuffarli.

09/04/2019
Notti che sembrano ancestrali, un buio che è più profondo così come la luce è più forte …
… come a simboleggiare un ricongiungere di pezzi sparsi con un filo che riporta alle origini. Che sia davvero un ritrovamento delle radici? Qui sembra che la notte fermi tutto … come se la vita si muovesse seguendo i ritmi del sole e della luna, del buio e della luce. Un rituale di preparazione all’arrivo del nuovo giorno, una nuova aurora. Dovrei imparare da questa Terra, ascoltarla, viverla dal’interno delle sue viscere custodite preziosamente da chi la abita.

15/04/2019
CONSAPEVOLEZZA …
Da sabato siamo senz’acqua, mi sono lavata con l’acqua del secchio, la stessa usata ieri … e non mi ha dato fastidio, ci ho aggiunto del sapone ed ero contenta che ci fosse. Stasera ho cenato giù con i ragazzi, abbiamo mangiato il riso e le verdure che erano rimaste del pranzo, le nespole … che avevano il sapore del qualcosa in più che in genere non c’è. Mentre mangiavo cercavo di dare consapevolezza a quel cibo ed un sapore a quel sale che mancava, un valore che da noi è stato calpestato. Cercavo di dirmi che era abbastanza per darmi soddisfazione, se era abbastanza per i ragazzi poteva esserlo anche per me. Il cibo, quel cibo che non si sceglie, si accoglie e si condivide. È per me un grande esercizio dare valore al cibo, rendendomi conto della scarsa consapevolezza con cui sono abituata a consumarlo. Alla sovrabbondanza a cui sono abituata … alla mancata abitudine di smettere di mangiare perché è finito il tuo pasto e non perché non hai ancora fame… Ingiustizia, disuguaglianza e consapevolezza … camminano legate da un filo molto stretto. Spesso questo filo si spezza e ci si dimentica di essere consapevoli!

09/06/2019
Così ti ritrovi a guardare il cielo con occhi diversi e familiari. Ti riscopri di nuovo e ancora te stessa con e energie risvegliate, ritrovi la gioia nei due passi che vai a fare in quello che adesso è il tuo quartiere Ankofafa, lo ritrovi familiare mentre saluti le persone guardandole negli occhi e sorridendogli. Fai presto a rientrare perché è quasi buio e sei sola, non ti pesa perché segui i ritmi di questa Terra in cui stai vivendo da straniera, cogliendone il fascino nelle piccole cose dimenticate. Tutto si muove dentro e fuori di te, guardi il cielo da qui e ne ritrai i colori più belli perché più guardati!

30/06/2019
Pomeriggio passato insieme ai bambini incontrati nei campi … quando esci per cercare la solitudine e trovi la compagnia e ti ritrovi a leggere una fiaba a quei bambini che ti hanno accolta senza riserve.

17/10/2019
Il tempo mi scorre fra le mani in modo incontrollabile …
Sono arrivata qui in ritardo …
È arrivato prima il corpo
L’anima ci ha messo più tempo ma poi ha avuto un risveglio …
In alcuni momenti mi sento il cuore esplodere d’amore … li guardo e mi riempiono ogni angolo dell’anima e sento che potrei passare ore ed ore qui solo a guardarli, ad incontrare i loro sguardi Jean Chri, Lucien, Tsima, Tantely, Angelo; Norbert, Floentine … alcuni dei volti in cui mi riparo ora mentre sono seduta con loro in una delle aule della mater nelle a scrivere …
Tojomana, Tin Tin, Asina, Rico, Francisco lehibe e kely , Hila… li sto chiamando amori miei … sono felice quando li vedo, ho bisogno di abbracciarli …
Serviva solo essere pronta .. per donare e ricevere amore … per lasciare andare e lasciarsi andare, per vivere qui e adesso … e tutto sembra così lontano …
Dalla radice vecchia una nuova è spuntata …