Scritto da Cristina Mazza

Siamo nel 2017. Oggi compiamo 12 anni.

Dall’anno della sua costituzione (25 febbraio 2005) il lavoro di Educatori senza Frontiere-ESF si è basato sull’idea secondo la quale l’educazione è il potenziale irrinunciabile di ogni uomo e di ogni comunità, patrimonio spirituale e culturale di ogni popolo, talento che ogni uomo deve far fruttare nella consapevolezza e una ricchezza potenziale da spartire con gli altri. Non esiste e non può esistere una superiorità di alcuni uomini o di alcuni popoli su altri, soprattutto in campo educativo. Questo contrasterebbe con la natura stessa dell’evento educativo.

Gli ESF partono da una idea forte di uomo, di educazione e delle possibilità di quest’ultima. Si esprimono in un movimento educativo, interpretano i bisogni, le urgenze e le emergenze, intervengono nello spirito di un’educazione che privilegia sempre la persona, la comunità, la cultura e le forme di educazione del luogo in cui operano.

Seminano ma non costruiscono. L’interpretazione delle potenzialità degli educatori, la riflessione sui criteri di ulteriore arricchimento del movimento, le esperienze comuni di conoscenza delle realtà oggetto dell’intervento e la competenza nella elaborazione di progetti mirati sono le condizioni essenziali per contribuire alla identità di ESF, alla sua crescita e progressiva articolazione culturale e progettuale.

La motivazione principale di ogni educatore ESF è quella di entrare nello spirito del movimento e di contribuire alla sua crescita culturale, interculturale e pedagogica. ESF, nello spirito dell’educazione «senza frontiere», valorizza l’educazione esistente, all’interno della quale intende entrare con attenzione, con intenti di interpretazione e di comprensione per portarne alla luce la nota peculiare.

Gli spazi e i tempi di intervento di ESF non sono necessariamente dettati dall’urgenza o dall’emergenza. Si privilegia l’intervento in situazioni nelle quali è stato avviato un attento studio, una conoscenza preliminare e una progettazione articolata delle varie azioni in una dimensione di globalità. Vengono elaborati progetti di intervento in campo nazionale e internazionale dove è richiesto il contributo di educatori che entrino in relazione con istituzioni, in rete con progetti in corso, scambiando esperienze, promuovendo, diffondendo e condividendo idee in una logica di condivisione. Questo orizzonte costituisce alimento per gli ESF, i quali agiscono con fiducia ferma nell’educazione come un evento sinergico di mente-mano-cuore dal quale trarre forza e competenza per valorizzare le potenzialità educative dei singoli, delle comunità e dei gruppi. Quindi si interviene perché si crede nella possibilità dell’educazione integrale di tutti gli uomini e di ciascun uomo, cogliendo il problema e traducendolo in possibile evento educativo. La progettazione dell’intervento è strettamente connessa alla formazione, all’aggiornamento costante degli educatori e alla verifica dei loro interventi che trovano il loro naturale contesto nell’approfondimento della filosofia di ESF, nello spirito di comunione degli educatori e nello spirito di collaborazione e di servizio che deve unire ESF alle persone e alle istituzioni con le quali entra in relazione, con l’obiettivo di diffondere e difendere la dignità degli esseri umani e dei popoli, la giustizia e la solidarietà.

Che dire? Seminiamo e continuiamo a seminare. Ciò che germoglierà non sarà merito nostro ma della terra dove il seme è cresciuto e alimentato.

I Frutti? Qualcuno li coglierà e saranno certamente buoni frutti.

 

 

 

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