di Valeria Poeta

Stringo tra le mani le conchiglie che ci ha regalato C., ripenso al bracciale che mi ha regalato R. che ho dovuto lasciare all’aeroporto di San Paolo sennò non mi facevano partire, il tutto mentre ascolto la playlist del Brasile che le ragazze e i ragazzi di Vida Nova hanno riempito con le proprie canzoni preferite… Picchietto la matita sulle labbra e mi chiedo, ma cosa ci scriverò in questo articolo?

Io non so davvero cosa dire: troppi i ricordi nella testa, troppe le sensazioni ed emozioni, non riesco a verbalizzare tutta questa complessità. Complessità.

E’ tutto così complesso. Come il Brasile. Tutto così intenso. Come il Brasile. Sento tutto così forte. Forte come le persone di Vida Nova. Persone che da un giorno all’altro entrano in comunità. Dodici passi. Sò par Hoge. Un passo alla volta. Questo, si, è educativo. Un passo alla volta. Solo per oggi.

Quanta forza e quanta dignità in queste persone. Ripenso ai loro volti così belli e veri: aggrottati e nervosi, li rivedo distendersi tra una battuta di Emma e una risata di Francesca.
Durante le nostre giornate me ne stavo molto zitta, parlavo poco: “Cosa dire? Cosa fare? Che ci faccio qui? Ma sono utile a qualcosa? Che senso ha la mia presenza qui?” Avevo tante domande e poche risposte perché la risposta non può venire da un’altra persona ma è come un clic che ti scatta dentro e ad un certo punto capisci una verità che si disvela ma non la puoi spiegare a parole.

Ieri quando ci siamo viste con Francesca ed Emma per rielaborare il viaggio abbiamo costruito un ricordo con i lego; tutte e tre abbiamo pensato alla stessa persona della comunità, T., al percorso che ha fatto in un mese, al fatto che quando siamo arrivate si alzava a fatica dal letto e poi ha iniziato a partecipare alle attività proposte in modo eloquente. Il ricordo di questa persona ci ha fatte emozionare.

Allora in questo articolo scelgo di parlare di ogni persona della comunità, perché ringrazio ognuna di loro dal profondo del cuore e gli auguro di essere felici e realizzare tutti i loro sogni.

A., ricordo la gioia con cui ha dipinto il muro, le due mani intrecciate che hai disegnato, il colore rosa che poi si è trasformato in tanti accesi colori. Sei come quel muro: un’esplosione di vita e creatività.

T., quando ti arrabbi sei una peperina! Ma è impossibile stare arrabbiati con te per troppo tempo. Spero che rivedrai presto tua figlia.

J., spero che tu abbia trovato un posto caldo che ti accolga e si prenda cura delle tue condizioni di salute nel migliore dei modi.

J., ti abbiamo vista arrivare una sera, era buio, faceva freddo, tremavi! In pochi giorni hai cominciato a stare meglio ed eccoti che bevi lo chimarrao mentre balli in cucina un ballo brasiliano di cui non ricordo il nome. CONTINUA COSì!

C., che i tuoi silenzi diventino un modo per esprimere la pace che è dentro te.

V., che bello quando abbiamo scoperto di aver letto lo stesso libro “Il potere di adesso”. Ti ricordo che accarezzi affettuosamente i cani della comunità, e come ti seguivano ovunque andavi!

W., che bello vederti entusiasta imparare l’italiano, prendere appunti sul quaderno e poi salutarci con un frizzante “BUONGIORNO!”

R., Purtroppo all’aeroporto non hanno fatto passare il bracciale che mi hai regalato, ma sono certa che anche lui avrà trovato il modo di arrivare in Italia! Grazie per il pane un po’ dolce. Grazie a te ho capito che una roccia può anche essere morbida perché la tua sensibilità è rocciosa come una carezza.

G., grazie per averci regalato sorrisi anche quando lo sguardo era triste.

A., ricordo con molto affetto la tenerezza dei tuoi occhi.

A., grazie per avermi insegnato, con il tuo esempio, il potere della gratitudine.

C., grazie per averci viziato con il cha, grazie per le conchiglie e per l’oceano.

P., che fighi i tuoi tatuaggi! Grazie per avermi regalato dei momenti speciali a tavola, per i momenti di comunione. Grazie per i cuoricini.

R., grazie per avermi raccontato tante cose di te e della tua vita, grazie per l’ultimo sorriso che mi hai regalato prima di salutarci.

D., fai un ottimo lavoro! E hai davvero buon gusto in fatto di musica.

D., grazie per condividere con noi i reel più divertenti del web.

E., Grazie per avermi spinta a parlare di più.

E., spero che tu possa realizzare tutti i tuoi progetti per svolgere questo lavoro sempre meglio.

F e J., grazie per averci invitato al vostro matrimonio. Avete due figlie bellissime.

J., grazie per i tuoi sorrisi un po’ furbetti.

F., ti ho visto poco e di questo ne sono felice, perché eri sempre fuori, a lavoro: sei un grande!

R., sei arrivato e poco dopo ce ne siamo andate, ma ti ringrazio per il tuo interesse sull’Italia e sulle persone italiane.

Continuo con qualche ricordo comunitario: la pizzata con le volontarie ed i volontari di Vida Nova, e i ragazzi e le ragazze del Collegio Marista. Grazie, cara dolce N., per averci procurato i vestiti della Tarantella! E’ stato così divertente, e che soddisfazione servire tutte quelle persone, una tavolata enorme di gente che parlava, rideva, scherzava.

Che bella la partita di calcio! Mi sono divertita a scendere in campo anche se non ho fatto assolutamente niente. Che bello vedere due realtà che si incontrano e si uniscono: la realtà di Vida Nova e la realtà del Collegio Marista.

MA QUANTO è STATO BELLO CUCINARE TUTT* INSIEME LA PIZZA E IL TIRAMISU? CHE MOMENTO MAGICO!

Concludo questa pagina con uno dei più bei ricordi comunitari: l’ultima attività fatta con i ragazzi “il mio percorso in comunità fino ad oggi”. E’ stato magico e meraviglioso vedere la luce nei loro occhi quando davano alla propria creatività il libero spazio di esprimersi sulle pagine del proprio quaderno attraverso colori, fogli di giornale, immagini, ritagli, parole. Ringrazio la luce degli occhi che ricomincia a brillare quando accadono queste cose.