di Don Antonio Mazzi
Caro Gesù Bambino,
ti sei sistemato in una grotta al posto della casa che non hai trovato, ai magi hai mandato una stella sul loro cammino, Erode l’hai gabbato rimontando sul somaro e fuggendo in Egitto. Un po’ di trambusto c’è stato, ma sai meglio di me che nella vita bisogna sapersi accontentare.
Hai voluto nascere nella pancia di una ragazza di quattordici anni, hai prediletto l’apostolo Giovanni, il più giovane, hai riportato a casa il figliolo prodigo, ti sei messo la pecora ritrovata sulle spalle e hai fatto con gli amici una grande festa. Hai insegnato agli apostoli che i nuovi profeti non devono allontanare i bambini e le donne, perché è di questi e per questi che sei venuto al mondo.
Sei diventato la Parola: mite, dura, forte, dolce, divorata, inchiodata, risorta, mangiata.
Un odore acre di guerra si alza dalle periferie d’Occidente e non solo. La Parola che hai voluto anticipare facendola cantare dagli angeli, mentre tu eri ancora infante, è stata: Pace!
Credo che anche oggi, sebbene nessuno ti veda, stai piangendo sulle nuove Gerusalemme, come hai fatto ieri con la città che amavi e che hai per qualche anno frequentato.
Forse arrivi nel momento sbagliato? Ho pensato anche di consigliarti un altro periodo dell’anno. Ma ho visto che in 365 giorni non c’è un minuto che ti sia favorevole. Per fortuna tu nasci lo stesso!
E allora….
1 minuto al giorno…
- per gridare Pace, anche solo dentro di sé
- per fare silenzio e ascoltare una Parola che disturba
- per ricordarsi che Dio nasce dove non c’è posto
- per guardare il mondo dal basso, come da una grotta
- per non scacciare bambini, donne, fragili
- per scegliere la mitezza senza rinunciare alla verità
- per portare sulle spalle qualcuno che si è perso
- per tornare a casa, o aiutare qualcuno a farlo
- per disinnescare una paura invece di alimentarla
- per non abituarsi all’odore della guerra
- per piangere sulle Gerusalemme ferite di oggi
- per credere che non esiste un tempo “favorevole”, ma solo un oggi
- per fare festa anche quando sembra fuori luogo
- per accontentarsi senza smettere di sperare
- per lasciare che la Pace nasca, nonostante tutto
Don Antonio MazziFoto del 22 maggio 2019 – Il “deserto di Gerusalemme” un’area arida e rocciosa a est della città che digrada verso il Mar Morto
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