di Giulia Musso

Sono davanti a questa pagina bianca da un po’. Ripenso al viaggio in Romania, ripenso alle mie compagne di viaggio, Silvia e Marti, e mi sembra difficile trovare le parole per descrivere tutto ciò che è stato questo viaggio.

Allora scelgo di partire da alcune parole appuntate sul mio diario personale durante le settimane in Romania, parole che ho scritto di getto i primi giorni e che poi sono ritornate, anche nei giorni successivi, in forme e modi diversi. 

  • Accoglienza
  • Connessioni
  • Attesa
  • Meraviglia
  • Spazio sicuro

L’accoglienza è quella che ci è stata riservata all’arrivo a Mărăşeşti (prima tappa del nostro viaggio), da parte delle persone che abbiamo conosciuto all’interno dell’Associazione di volontariato Pentru Viata. Un’accoglienza calda che profumava di tavole imbandite e di piccoli itinerari organizzati per farci scoprire e conoscere alcuni luoghi significativi e un po’ di storia di questo Paese. 

Le connessioni sono state quelle che abbiamo creato e sperimentato a Mărăşeşti, con le insegnanti, con gli educatori, con le persone anziane e con i bambini e le bambine che frequentavano il centro. Connessioni delicate ma profonde, instaurate giorno dopo giorno durante le attività, nonostante la difficoltà della lingua e nonostante i gruppi numerosi di persone che incontravamo. Persone, nello specifico insegnanti, che avevano voglia di esserci e di stare in quelle attività e in quei momenti, persone mosse da un desiderio vivo di portare un cambiamento nelle loro scuole, nelle loro comunità.

Attesa è la parola di Panciu, seconda città del nostro viaggio e sede del centro aggregativo e associazione Lui Lumea Pinocchio. L’attesa è quella che abbiamo sperimentato entrando in punta di piedi nel gruppo di bambini e bambine che frequentavano il centro. Ci siamo osservati, abbiamo proposto noi delle attività ma la vera bellezza è che anche loro hanno insegnato a noi i giochi che conoscevano.

Meraviglia è quella che ho provato stando insieme all’equipe educativa del centro aggregativo. Un insieme di persone che lavora in un contesto complesso e delicato e che, durante i nostri giorni condivisi, ha saputo trasmettermi tutta l’energia, la passione e la voglia di continuare ad abitare questo spazio, portando avanti il prezioso lavoro educativo che da anni sta facendo.

Ultime parole appuntate sul mio quaderno: spazio sicuro. Spazio sicuro è stato il mio gruppo, un gruppo che ha saputo fidarsi e affidarsi, che ha progettato insieme, che ha vissuto momenti di stanchezza ma anche di irrefrenabile gioia condivisa. Un gruppo che ha saputo prendersi cura e mettersi in ascolto sempre, un gruppo senza il quale questo viaggio non avrebbe assunto lo stesso significato.

Sicuramente ci sono state tante altre parole durante questo viaggio, ma queste che ho scelto sono per me le più significative per poterlo brevemente raccontare. È stato un viaggio lento, dove abbiamo avuto la possibilità di osservarci e di osservare ciò che succedeva attorno a noi, situazioni e contesti completamente differenti fra di loro, a tratti contrastanti, ma in grado di farci stupire e meravigliare. 

Multumesc, Giulia

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