di Silvia Morici

Poter camminare per il mondo e poterlo a sognare a colori, è una grande opportunità che la vita ti offre e lo sanno bene le educatrici e gli educatori senza frontiere. Dove per loro i confini sono solo geografici. 

Il viaggio in Romania è stato un atto di cura, un incontro di anime che si sono prese per mano cercando di mantenere la tenerezza e facendosi cullare dalla gentilezza. Siamo state persone che hanno seminato, con la speranza che il tempo possa far germogliare quei fiori, tra meraviglia e sorpresa. 

Siamo persone in cammino alla ricerca di quel qualcosa, pieno di colori, come un arcobaleno che esce improvviso dopo un temporale. 

Tre educatrici in cammino che si sono fidate ed affidate, connettendo i cuori. Ascoltarsi, significa connettersi alle scoperte di questi luoghi, che in qualche modo ci hanno cambiate, ci hanno scosso e ci hanno fatto entrare in contatto, con quella parte più intima di noi.

Ogni viaggio è una continua scoperta, è un mettersi in gioco da una parte e un sapere cosa non accadrà dall’altra. Mesi prima conosci la destinazione, le persone con cui partirai, ci si incontra per le formazioni, ma la vera scoperta avviene durante l’esperienza che si vive, che si condivide.

Sta ora a noi dare un senso a tutto questo che abbiamo vissuto. Non siamo più le stesse persone, il viaggio in qualche modo ci ha trasformate , ha mandato via la nebbia dagli occhi e ci ha permesso di immergerci nella bellezza che abbiamo incontrato. Ci ha fatte tonare a meravigliarci delle piccole cose, che non sempre riusciamo a vedere, perché spesso la quotidianità può essere travolgente come un tornado.

Continueremo a sognare un mondo dove potersi riconoscere nei silenzi, dove potremo trovare nuove direzioni e nuove consapevolezze. Dove ciascuna di noi potrà essere quel cambiamento, non solo per sé, ma anche per le altre persone.

Continueremo a trovare nuove parole, che potranno incuriosirci alla vita, facendoci scoprire nell’incontro con l’altro. 

Continueremo a scegliere il cammino come nostra prima scelta, perché attraversare luoghi, ci permette di colorarlo della nostra follia, perché ciascuno di noi è linfa che nutre.

Continueremo a sognare un mondo dove ciascuno di noi possa camminare con la testa, per sentire gli odori, i profumi e sentire i dolori. Dove possa diventare terra, per capire al meglio le persone che incontrerà.

Con l’augurio che le strade potranno essere per noi educatrici senza frontiere luoghi dove mettere, oltre i piedi, anche la testa e il cuore. 

Silvia Morici

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