angola

13 Set

Angola/ #aberturamental

di Monica Cimbro Nasce come uno scherzo, nella sede di Radio Maria a Viana, un municipio alle porte di Luanda con quasi due milioni di abitanti, l’hashtag tormentone di questa nostra avventura angolana. È la risposta improvvisata e inconsapevole (forse non del tutto!) di Laura, la più giovane del nostro gruppo, alla domanda di Eugenia, la conduttrice del programma radiofonico del mattino: “Cosa pensi di portare in Angola?”. Ridiamo tutte, anche lei, che si é trovata un po’ spiazzata perché nulla...

01 Set

Angola/ Um Olhar Atento Desobre Virtudes

di Laura D’Addario La jeep sobbalza da una parte all’altra, corre nella rossa terra sparsa per la vegetazione incolta, mai toccata. È tutto più verde di quello che uno si immagina; lungo la via si incontrano bambini che giocano con le ruote delle auto, salutando energicamente chiunque passi e si affacci dai finestrini; per quelle strade è raro ricevere visite. Una donna vestita di blu, rosso e giallo trasporta sulla sua testa un’enorme scatola di metallo, è elegante. Sembra sfidare qualsiasi legge...

20 Ago

Angola/ Il ritmo della confusione

Scritto da Chiara Farmehini Luanda, 10 agosto 2022 È rimasta solo un’ora prima di ripartire per l’Italia. Mi siedo nel portico davanti casa per riordinare un po’ i pensieri. Il vento muove le foglie degli alberi. Mi fermo ad ascoltarlo, ho sempre adorato questo fruscio delicato. In lontananza, sento anche i rumori della strada principale, sulla quale ogni giorno sfrecciano un numero strabiliante di macchine, che si sfiorano continuamente senza mai toccarsi, come in una danza dai ritmi imprevedibili. Sento anche i...

14 Ago

Angola/ L’altalena

Scritto da Elisabetta Pagliuca Siamo alla ludoteca dell’ospedale. Fuori c’è un piccolo parco con dei giochi. La casetta, lo scivolo, il dondolo e l’altalena. Già, l’altalena. O meglio le altalene. Sono quattro e oggi sono tutte occupate. I bambini ci salgono e provano a dondolarsi, ma non ci riescono da soli. Gambe penzoloni, braccia sulle catene che reggono la seduta, si guardano intorno. Chiedo se hanno bisogno di aiuto. “Empurra” mi dicono: “Spingi”. Io naturalmente lo faccio. Li spingo, tutti, a...

23 Feb

Albania/Quando uno è felice

Quest’anno la nostra formazione si intitola “Diari di educazione itinerante” e così vogliamo portarvi per mano nei nostri diari. L’archivio storico di Educatori senza frontiere è stato scoperchiato e trascritto da Simona Di Gallo e Veronica Pizzi. Sarà un anno tra passato e futuro, nel presente comporremo il nostro nuovo quaderno, per scrivere le nuove pagine della storia di ESF. Diario di viaggio Albania 2018  di David Perfetti  Oggi ci siamo specchiati, caro diario. Abbiamo avuto il tempo di dedicarci del tempo e di dedicarlo. Abbiamo visto...

19 Ago

Storia di una foto/ Il mio primo giorno di viaggio

Quest’anno gli educatori e le educatrici senza frontiere non partiranno. Ci prenderemo il giusto tempo per rigenerarci ed essere pronti a preparare nuovamente lo zaino e portare avanti i nostri progetti in giro per il mondo. Vogliamo però raccontare i nostri viaggi, partendo dalle foto più significative. Buon viaggio insieme a noi. Scritto da Giulia Gallo Angola. Luanda. Luglio 2019. Immersa in una realtà lontana, fino a quel momento solo immaginata. Le giornate iniziano presto e la sera arriva subito. Giorni volati via come un...

04 Feb

Angola / I cammini inseparabili

di Giovanni Daghetti I cammini sono indistintamente inseparabili. Tutte le nostre partenze sono fatte per andare a scoprire qualche pezzo di noi, perché non andiamo a visitare il posto, ma andiamo a trovare una parte di noi in altri posti del mondo. Non è il viaggio a fare il viaggiatore, è il viaggiatore a fare il viaggio. Nessuna casa è così sicura come quella che ognuno di noi porta dentro di sé, nessuno può accedervi se però, prima, non lo ospiti. Non posso...

31 Gen

Angola / Lettera ai bambini di strada

di Silvia Grugnaletti Cerco il sole ogni mattina dalla finestra della mia camera n° 7. Vedo la sua luce farsi sempre più forte, piano piano, perché alle 5 si è già svegli, c’è movimento. Ci sono gli infermieri che passano a salutarti perché vanno a casa dopo un turno di 24 ore, e quelli appena arrivati che si presentano con un gran sorriso e ti dicono “oggi mi prenderò io cura di te”. C’è la doccia fatta con la bacinella e l’asciugamano insaponato, perché...