di Nicole Piccolin
Il primo viaggio non è mai soltanto un viaggio, lo potrei definire un salto nel vuoto, un’uscita della metro sbagliata, il navigatore che ti fa sbagliare strada , una curiosità, un caldo assurdo , la paura del nuovo, insomma un insieme di emozioni che si mescolano.
Il primo viaggio, quello che parti con una valigia piena di cose, non troppo utili, e una testa piena di aspettative.. e torni con metà delle cose che avevi immaginato e il doppio dei ricordi.
Il primo viaggio sono le persone conosciute quasi per caso, i sorrisi diventati spontanei e i momenti che non avevano bisogno di essere programmati per diventare speciali.
Il primo viaggio sono i bambini, capaci di trasformare anche una giornata apparentemente normale in qualcosa di completamente imprevedibile.
É il brivido, quello bello. Quello che arriva quando ti rendi conto che stai vivendo qualcosa che difficilmente dimenticherai.
Il primo viaggio sono le risate, la stanchezza , gli imprevisti, i brillantini, il “ma chi me lo ha fatto fare”, l’entusiasmo, la curiosità, l’affidarsi e il fidarsi.
Il primo viaggio è scoprire che tutto questo non è fatto soltanto di luoghi da vedere, ma soprattutto di persone da incontrare, emozioni da vivere e pezzi di sé che si imparano a conoscere lungo la strada, uscire dalle proprie certezze e permettere a qualcosa di nuovo, di cosi reale di sorprenderci.
Primo viaggio, primo incontro, brividi, sorrisi e tanto altro.
E forse, alla fine, è proprio questo il bello di partire: non sapere esattamente cosa troverai, ma tornare con qualcosa che prima non avevi.
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