di Giulia Dominici
Tornare è una strana sensazione, riconoscere strade, luoghi, odori, sapori, persone, parole…è tutto così familiare, ma comunque tutto così diverso, ma non per questo meno bello.
Il mio diario quest’anno è rimasto vuoto, pagine e pagine bianche in attesa di un pensiero, un racconto, un disegno…dov’è finito lo stupore che ha accompagnato lo stesso viaggio esattamente un anno fa?
Una domanda ricorrente nella mia testa…eppure i miei occhi non facevano altro che guardare, cercando quei piccoli dettagli che solo un occhio attento può notare. Il mio cuore e la mia anima si nutrivano a ogni sorriso, a ogni saluto scambiato sulla strada. I bambini del FY che si ricordavano di me, arrivare ad Ambalakilonga e sentirsi a casa, muoversi con più destrezza negli spazi, tornare nel cerchio.
“Allenate i vostri occhi alla bellezza”
questo ci ha consigliato Rosario durante un momento di parola. E allora basta crucciarsi per un diario che resta vuoto o per un libro che rimane non letto sul comodino: vivi!
Respira la polvere rossa, cammina, fatica, fatti attraversare dal freddo della mattina, fatti coccolare dalla tisana che qualuno prepara per te alla sera, perditi dentro quegli occhi amici dove ti sembra ti riconoscerti ogni volta che si fanno lucidi, saluta…sempre! Sdraiati sullo stuoino dopo pranzo e riposa, corri se uno zebù corre, ridi, balla, parla mille lingue affinché gli altri ti capiscano, sbaglia, sii te stessa, abbraccia, emozionati, torna.
Poco tempo prima di partire, non ricordo dove, lessi questa frase: “Assicurati che la tua anima guadagni più delle tue mani”, parole che continuano a risuonare…
Tornare con un diario di pagine bianche, un libro non letto, l’anima colma di bellezza, gli occhi lucidi al pensiero di ri-tornare.

