di Samuele Cainarca

Ogni giorno il cancello di Ambalakilonga viene varcato da moltissime persone: i piccolini della maternelle e quelli un po’ più grandi del doposcuola, gli studenti di Human e quelli del Velò, i lavoratori del centro e gli operai che in queste settimane stanno lavorando alla ristrutturazione della grande salle e agli scavi del pozzo e, infine, chi ad Ambalaki ci vive, i ragazzi della comunità e noi volontari.

Alle 8 di ogni mattina le aule e gli spazi si riempiono e ogni attività prende il via, fino alle 16, quando cala il silenzio, la giornata si conclude e ognuno torna a casa.

La vita di Ambalakilonga però non si limita a ciò che succede all’interno delle proprie mura, ma si estende anche nelle vie di Fianarantsoa e nelle realtà che la abitano e che anche noi volontari in questi mesi abbiamo vissuto.

Ci sono per esempio famiglie che vivono nei villaggi vicini e alle quali viene dato un sostegno economico o sanitario, così come le iniziative della piattaforma Miaro, che unisce molte delle realtà presenti sul territorio con l’obbiettivo di fare rete e aiutarsi a vicenda nello sviluppo e nella crescita della città; per esempio, a febbraio, siamo stati in un villaggio fuori città a piantare più di 3mila alberi, con l’obbiettivo di riforestare la zona. È stata una mattinata molto ricca e significativa, con una proposta di cittadinanza attiva che credo abbia dato, oltre che un sostegno concreto alla comunità presente su quel territorio, una possibilità a tutti coloro che hanno preso parte all’iniziativa seminando ciascuno un piccolo gesto di cambiamento e speranza, di fronte ad un grande problema come quello del cambiamento climatico; certo, i problemi non si sono risolti dopo che son stati piantati questi alberi, ma credo che soprattutto per i ragazzi della comunità, così come quelli delle altre associazioni presenti, sia stato significativo per poter prendere coscienza di ciò e vivere collettivamente un qualcosa più grande di ciascun singolo.

Grazie alla piattaforma abbiamo inoltre potuto conoscere l’associazione “Pierre Ratsimba e Valentine”, che si occupa attraverso la sua comunità di accogliere minori provenienti dal carcere della  città. Insieme a loro siamo potuti entrare in prigione e conoscere i minori detenuti, strutturando un ciclo di incontri avente come tematica lo sviluppo personale e la conoscenza di sé; si è lavorato sulla propria identità, su ciò che piace e non, sui talenti di ciascuno e le emozioni, su chi si vuole essere in futuro e sul rapporto e la relazione con l’altro.

La piattaforma Miaro è stata centrale anche in altri momenti, come per esempio durante “l’ottobre rosa”, un evento nel medesimo mese organizzato da una delle associazioni della piattaforma volto a promuovere e sensibilizzare la salute, in particolare quella di mamme e bambini; le domeniche di questo mese hanno visto prendere vita ad un torneo di basket e calcio alle quali le squadre dei vari enti hanno preso parte, sfidandosi tra loro. Anche i ragazzi di Ambalakilonga e gli studenti e studentesse di Human – e anch’io per la pallacanestro – hanno giocato, arrivando primi nel torneo di calcio.

Le stesse associazioni sono state inoltre coinvolte anche nelle formazioni di baskin e calisthenics organizzate da Ambalakilonga in collaborazione con il CSI – Centro Sportivo Italiano – che è stato da noi ospite tra la fine del 2025 e le prime settimane di gennaio del nuovo anno; sempre in questo periodo hanno preso vita anche un torneo di calcio e di pallavolo che ha coinvolto varie squadre di Fianarantsoa, arrivando a giocare alcune partite anche nello stadio e nel palazzetto dello sport della città.

In tutte queste occasioni si è vista l’importanza e la bellezza della rete creata da tutte le varie associazioni, che ha visto coinvolte moltissime persone e creato opportunità e possibilità di fare nuove esperienze per molti giovani e non solo.

In questi mesi poi, ogni martedì, giovedì e venerdì pomeriggio noi volontari ci siamo messi in gioco nell’insegnare italiano, imparando tante cose e sperimentandoci in vesti a noi nuove.

Infine, anche se esterno ai progetti del centro, ma che ha riguardato noi civilisti, dalla fine di novembre abbiamo iniziato a frequentare un centro culturale della città “Fanovo”, finanziato da un’associazione italiana i cui volontari hanno alloggiato da noi e per il quale lavora una nostra cara amica; dopo le prime lezioni di piano, chitarra e batteria, andando avanti col tempo, tra una battuta e l’altra, ci è venuta l’idea di suonare in qualche locale insieme ai nostri insegnanti di musica. Ed è così che il 10 maggio, di fianco alla sede del comune di Fianarantsoa, si è effettivamente svolto un concerto dove, oltre a noi, sono stati coinvolti artisti locali che hanno suonato davanti a diverse persone; insieme a noi quattro civilisti e ai nostri insegnanti ha suonato anche un nostro amico volontario di un’altra associazione italiana , dando così vita alla band “Les Italiens d’Ambalakilonga”; quel pomeriggio penso sia stato uno dei momenti più belli ed emozionanti di questi mesi, anche perché sono venute a vederci molto delle persone con cui abbiamo stretto relazioni quest’anno.

Si potrebbero scrivere ancora tantissime cose sui progetti e i legami di Ambalakilonga nella città di
Fianarantsoa, io ho provato a raccontare un po’ quello che abbiamo vissuto noi quest’anno, una piccola parte dei tanti e bei intrecci che vive questa realtà, che ogni giorno lavora provando a tendere una mano verso chi ha più bisogno.