di Cristina Mazza

Ad Ambalakilonga, in Madagascar, l’acqua non è semplicemente una risorsa naturale: è una condizione essenziale per garantire protezione, educazione e crescita ai bambini, ai giovani e a tutti coloro che gravitano attorno al progetto Ambalakilonga di Educatori senza Frontiere

Negli ultimi anni è emersa con sempre maggiore evidenza una criticità che riguarda la vita quotidiana della comunità educativa: l’accesso all’acqua. La rete idrica comunale, infatti, non raggiunge la zona in modo regolare e affidabile, rendendo difficoltose attività fondamentali come la preparazione dei pasti, l’igiene personale, la prevenzione sanitaria e lo svolgimento delle attività educative.

Il centro di Ambalakilonga accoglie bambini, adolescenti e giovani provenienti da situazioni di forte vulnerabilità sociale: esperienze di vita in strada, istituzionalizzazione precoce o contesti familiari particolarmente fragili. Per loro il centro rappresenta un luogo sicuro, una casa e uno spazio di crescita. Un punto di riferimento che negli anni è diventato importante anche per le famiglie e per la comunità locale.

Per questo la realizzazione di un pozzo profondo, affiancato da un adeguato sistema di stoccaggio dell’acqua, rappresenta molto più di un intervento infrastrutturale. Significa garantire condizioni di vita dignitose, tutelare la salute dei minori accolti e rafforzare la qualità del progetto educativo.

Disporre di una fonte d’acqua stabile e sicura consentirà di assicurare l’accesso quotidiano all’acqua potabile per bambini, educatori e volontari, migliorare le condizioni igienico-sanitarie del centro, ridurre la dipendenza da approvvigionamenti esterni e aumentare la sostenibilità dell’intera struttura nel lungo periodo.

L’impatto positivo non riguarderà soltanto il centro educativo. Il pozzo potrà infatti diventare una risorsa preziosa anche per le famiglie e per i villaggi circostanti, contribuendo al benessere dell’intera comunità.

L’acqua è vita, ma è anche educazione, salute e futuro. Senza acqua è difficile immaginare la continuità di un progetto educativo; con l’acqua diventano possibili nuove opportunità di crescita, autonomia e sviluppo.

La campagna di raccolta fondi che ha sostenuto la realizzazione del pozzo è nata grazie alla generosa disponibilità della Cooperativa Sociale 4Exodus di Villadosia (VA), che ogni anno promuove iniziative solidali in occasione del Natale e della Pasqua attraverso la produzione e la vendita di panettoni e colombe. Il ricavato di queste campagne viene tradizionalmente destinato a progetti di sostegno e sviluppo, sia a favore della cooperativa stessa sia di altre realtà educative e sociali.

Lo scorso Natale, la Cooperativa ha scelto di dedicare la raccolta fondi al progetto di Ambalakilonga, una scelta maturata anche grazie alla visita effettuata dal Presidente, Marco Pagliuca, che ha potuto conoscere direttamente la realtà del centro educativo, i bisogni della comunità e l’importanza strategica dell’accesso all’acqua per il futuro del progetto.

Da questa esperienza è nata una concreta alleanza di solidarietà che ha coinvolto soci, volontari, sostenitori e comunità locali, tutti uniti da un obiettivo comune: trasformare un bisogno essenziale in una risposta concreta e duratura, capace di generare benessere, dignità e opportunità per molti bambini e giovani.

Ma non solo. L’amicizia verso Ambalakilonga è stata sostenuta anche da una associazione di Schio (VC)  Associazione Cuore di Lucia che raccoglie fondi per la costruzione dei pozzi in paesi dove l’accesso all’acqua non è sicuro

Grazie a questo impegno condiviso, il sogno di garantire acqua sicura ad Ambalakilonga sta diventando realtà. Un gesto concreto che continuerà a generare valore, salute e speranza per molti anni a venire.

Educatori senza Frontiere ringrazia tutti per questa grande possibilità.

Cristina Mazza