di Elenia Ardente
Rientro in Italia dopo dieci mesi passati a Fianarantsoa in Madagascar.
“ Come è andata?” mi chiedono in molti
“ Dove eri?”
“ Cosa facevi?”
Domande semplici penserete voi, e invece no, soprattutto ora che sono rientrata e che tutto mi sembra così lontano, quasi come se fosse stato solo un sogno. Eppure c’è qualcosa dentro di me, é cambiato qualcosa di talmente tanto profondo che nonostante il grigiore di Milano è impossibile non notare.
Provo a guardarmi indietro, chiudo gli occhi alla ricerca di quella sensazione di serenità che forse non avevo mai provato, non ci riesco, è inutile sono troppo distratta. Apro il diario, rileggo tutto quello che ho scritto negli scorsi mesi e trovo questo:
La prima parola che mi è venuta in mente oggi è essere, lo trovo un verbo interessante perché al suo interno contiene sia il significato di essere in quanto esistere che di essere in quanto stare, beh, non c’è nulla di più azzeccato in questo momento per me.
Ieri, mentre percorrevo la solita strada che da Ambalakilonga mi porta in città, ho sentito salire da dentro una sensazione nuova, potente, una sensazione di vita vissuta, di essere in quanto esistere. Stavo passando attraverso le vite degli altri, facendo lo slalom tra buche a terra, persone, carretti, biciclette, moto, immondizia, pozzanghere e tra una spallata e l’altra ho respirato a pieni polmoni la sensazione che solo un vita vissuta può regalarti: la pienezza. Sembra davvero un paradosso, è solo lì in quei luoghi in cui la vita va guadagnata ogni giorni che riesci ad apprezzarla, lì dove non viene nascosta dentro le mura di costosissime case in affitto, dove i panni sporchi non vengono lavati in casa bensì fuori nei fiumi, nelle pozze, nelle bacinelle, lì dove la promiscuità dei bisogni primari come la pipì non viene nascosta in un quadrato, è proprio lì che insieme al puzzo ne senti il sapore. E’ una strada molto lunga quella che da Ambalakilonga mi porta in città, la attraverso ogni giorno come se fosse un esperimento, la osservo, mi osservo, tengo traccia delle mie emozioni e dei miei stati d’animo.
A volte mi sento come se fossi un elefante scappato dallo zoo, mi guardano tutti chiedendosi cosa ci faccio io lì, non esiste privacy in questa strada, tutti vedono tutti e tutto è visto da tutti, non c’è possibilità che io mi possa confondere nella folla sono una vasà (straniera) ed è scritto nel colore della mia pelle.
In quale assurdo momento della vita mi trovo, dove si colloca il mio presente nella linea temporale che sto percorrendo, mi credereste se vi dicessi che in questo momento mi sembra di non avere né passato né futuro? Guardo a terra e mi dico, sono in un luogo in cui la terra è rossa, guardo in alto e vedo terra rossa, sono immersa nell’entroterra, sono radicata nel presente non mi perdo più nelle sofferenze del passato e nelle paranoie nel futuro, sono esattamente dove sono, mi fermo e respiro quest’aria a pieni polmoni.


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