di Susanna Tagliabue

Incredibile quanto sia facile divertirsi con poco, quando poco è l’unica cosa che hai.

Etiopia, agosto 2018: Un gruppo di bambini, stesi per terra, giocano con dei riquadri tracciati col gesso e un mucchio di sassolini. Mi invitano a giocare, mi spiegano le regole, che ormai non ricordo più. Presto un piccolo pubblico si riunisce intorno a noi, il gioco si trasforma in un campionato, c’è chi ridacchia delle nostre strategie, chi chiede di potersi aggiungere, chi prende il gesso, disegna una griglia per terra e inizia una nuova partita.

Campsirago, settembre 2025: Un gruppo di ragazzi che presto inizieranno la prima superiore sono protagonisti di un’uscita di accoglienza di due giorni in un posto sperduto in montagna. Non si conoscono, ma sanno che saranno compagni di viaggio per i prossimi 5 anni. L’imbarazzo iniziale si dissolve in pochi minuti, presto iniziano a ridere, a cercare esperienze simili nei propri passati di ragazzi “delle medie”. Arrivati in cima, la loro mano si muove senza esitazione verso la tasca: afferrano il cellulare, ormai un’estensione del loro braccio, e scoprono loro malgrado che… non c’è campo.

Era dal 2018 che non vedevo ragazzi divertirsi così tanto, con così poco. Quattordicenni che fino a un secondo prima erano preoccupati di fare bella figura, di trovare in sé qualcosa che li rendesse unici in un’età in cui distinguersi dalla massa è un vero atto di coraggio, che mettono da parte tutte le inibizioni per giocare insieme a nascondino, a carte, a nomi-cose-città, a saltare la corda, o parlare stesi sul prato. A creare ricordi che non dimenticheranno mai.

Con la mia attività, vorrei riproporvi un gioco del passato: “Inferno o paradiso”, ovvero quel magnifico origami con cui negli anni ’90 abbiamo predetto il futuro a tutti i nostri compagni di classe. Eccolo, rivisitato in chiave ESF.

  1. Piegate un foglio quadrato lungo le diagonali, poi spiegatelo.
  2. Piegate i quattro angoli verso il centro
  3. Girate il nuovo quadrato ottenuto, in modo che il lato aperto sia rivolto verso il tavolo
  4. Portate di nuovo gli angoli al centro
  5. Piegate a metà ottenendo un rettangolo, poi ancora a metà ottenendo un piccolo quadrato.
  6. Colorate ogni “aletta” di un colore diverso e scrivete sotto ogni colore una parola. Nel mio ho scritto: coraggio, cura, risate, spensieratezza, amore, amicizia, silenzio, luce.

Le parole che scegliete sono quelle che vorreste regalare a chi avrà il piacere di giocare con voi, quindi sceglietele bene! ◡̈

Ora non vi resta che chiedere alla prima persona che vedete: “Dimmi un numero da uno a dieci!”


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