di Anna Tosalli
La macchina si ferma davanti al cancello che si apre insieme al sorriso di Patrik. Ogni mattina, quando arrivo qui, mi chiedo cosa sarà oggi a lasciarmi un graffito nel cuore. E puntualmente ,ogni sera, davanti a questo stesso cancello per tornare a casa, ho qualcosa da aggiungere alla mia collezione. Sono incredibilmente grata di questo.
Fa abbastanza freddo, ma oggi c’è il sole e forse più tardi ci scalderà un po’ muscoli e ossa. Non abbiamo fretta e mentre ci dirigiamo verso lo studio di Rafael scambiamo tanti “Bom dia! Tudo bem?” coi ragazzi che sono impegnati nelle varie attività quotidiane. Ormai è un po’ come entrare a casa di amici: ci chiedono se siamo guarite (sì, perché a turno tutte ci siamo prese almeno un raffreddore), se abbiamo fame o se oggi è prevista attività. Poi arrivano le irmãs, suor Teresa e suor Bakhita, che coi loro abiti marroni ci vengono incontro per salutarci. Sentiamo il rombo di una moto e vediamo arrivare Rafael con una delle sue immancabili magliette da calcio e un abbraccio pronto.
Suona la campana del pranzo e andiamo in refettorio. Salutiamo chi non eravamo ancora riusciti a incrociare stamattina e in cerchio si fa una preghiera insieme. Non sono particolarmente credente, ma non posso negare che questi momenti in cui siamo tutti per mano mi trasmettano un’energia proprio bella.
Durante il pasto mi siedo al tavolo con un po’ di persone e chiacchieriamo di famiglie, cibo, politica… Io parlo in italiano e loro in portoghese, a volte ci capiamo, altre volte fingiamo di capirci altre volte scoppiamo a ridere. È proprio questa la ricchezza di cui avevo bisogno: andare anche oltre le parole. Il suono delle voci e l’odore del churrasco si fondono e creano un’atmosfera accogliente che rimane intrappolata nella mente, sui vestiti e tra i capelli. La mia sciarpa ne è ancora impregnata.
Caffettino annacquato e pieno d’amore preparato da Gesi, la psicologa, e abbiamo un po’ di tempo per “lucertolare” al sole. I giorni precedenti non abbiamo avuto un clima così clemente e siamo state perennemente infreddolite. Oggi tolgo il maglione e per la prima volta dopo un po’ di tempo sento il calore che mi accarezza la pelle. Sorrido con gli occhi chiusi: il sole in questo momento mi sembra ancora più bello e prezioso.
Ci siamo riposate abbastanza, è ora di iniziare attività. Ci dirigiamo verso la cappella in cui le sedia sono sempre posizionate in cerchio con già qualche ragazzo seduto. Arrivano quasi tutti subito e ogni giorno rimango colpita dall’entusiasmo con cui partecipano a tutto ciò che proponiamo. Ci sono momenti di risate veramente forti, di condivisione e di sguardi. Concludiamo con un canto in cui tutte le voci si uniscono e si danno forza a vicenda. Penso che questo sia uno dei miei momenti preferiti della giornata.
Vida Nova è quel posto giusto in questo momento. Un luogo in cui, come altre poche volte nella vita, mi sono trovata serena con i tempi lenti.
Vida Nova è quel posto giusto in questo momento. Un luogo in cui, come altre poche volte nella vita, mi sono trovata serena con i tempi lenti.
La giornata è finita e siamo di nuovo davanti al cancello, questa volta per uscire. Controllo se ho dei graffiti nuovi sul cuore e ne trovo anche questa volta. Anche oggi esco da Vida Nova un po’ più viva di come sono entrata.


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