In questi giorni di “sosta”, i nostri Educatori senza Frontiere ci racconteranno il loro viaggio, il loro attraversamento di questo tempo, per non smettere di viaggiare mai, per non chiudersi mai dentro le frontiere.

Scritto da Marzia Inzeo

Freddo, bianco elegante, bello!
Rifletto il sole!
È per questo che non mi hai mai coperto con un tappeto, dì la verità!
È meraviglioso il taglio di luce che si disegna su di me ogni mattina!
E le piante che colorano i miei angoli di verde… le hai dimenticate? Le stai lasciando morire! Non ti curi più di loro, ci passi davanti senza neanche degnarti di uno sguardo! Sono mesi che cammini su di me solo per sostare quel volgare stendino di panni!
Ma ora?? Che succede?
Da settimane ti sento attraversarmi, appena ti svegli, prima di colazione… a piedi nudi.. quei piedi che mi hanno sempre snobbato per camminare posti lontani.. “voglio vedere il mondo” dicevi..
Ora il tuo mondo è tutto qui, e non è poi così male!
Ora ti sento scivolare su di me ad ogni ora del giorno, sento la tua pelle, ogni parte del tuo corpo… sembra tu voglia fonderti con me.. cos’è che cerchi, cosa ti sta mancando?? Il  CONTATTO, è questo vero?
Rinfreschi le tue mani sudate per l’angoscia con cui ti accorgi improvvisamente che quello che stai vivendo non è una vacanza e neanche un lungo periodo di convalescenza da una banale influenza.
Cavolo che figata avere tempo per sé, ma a che prezzo?
Sento la musica, quella che metti con la cassa ad alto volume, e quella che nasce dal tuo respiro.
Certo un po’ strana sei!
Spesso mi pesti i piedi ripetutamente in un ballo che ha un nome particolare, il Koshikii, e ripeti delle parole strambe “Babanam Kevalam “! Dici che è un mantra e che significa “tutto intorno a me è amore eterno”..
Poi ti inginocchi e contempli una candela, e invochi il Macrocosmo perché faccia il suo corso ma ci dia la forza di affrontare tutto questo con coraggio.
Ormai ti sento anche di notte. Non vai più a dormire in camera da letto, non riesci a sostenere le tenebre notturne; te ne rimani qui sul divano… hai bisogno delle vibrazioni che hai creato durante il giorno, come se così ti riuscissi continuamente ad autoalimentare.
Mi sento rivalutato! Sono il tuo spazio preferito! Bianco, come la luce, che sembra ancora lontana. Come l’insieme dei colori dell’arcobaleno che ci sorride e ci dice che andrà tutto bene.
Ma forse non andrà tutto bene.
Andrà come deve andare, come Madre Natura deciderà.
Tu intanto continua a ballare su di me.