di Jessica Cariello

Ho chiuso la porta di casa, messo il cuore nei passi, ne ho seguito il ritmo e sono arrivata a Huambo.

Sono qui da due settimane e ancora non so  trovare le parole giuste. Mi guardo intorno e vedo fiori, muri, filo spinato e persone. Sento risate e parole in una lingua straniera che oggi mi è familiare.

Alzo gli occhi al cielo, che poi è lo stesso, ed ha colori meravigliosi quando non promette tempesta. Perchè il cielo di Huambo è un adolescente.  Sa mostrarti il meglio e il peggio. A distanza di qualche minuto può sorprenderti con caldi raggi di sole che passano attraverso le nuvole e ti abbracciano il cuore. Oppure può scatenarsi nella più grigia tempesta che tu abbia mai visto, con rombi duri che ti risuonano fino allo stomaco.

Come un adolescente può dialogare per ore sfoggiando le sue qualità, in quei gironi si vedranno fiumi di nuvole scorrere. Oppure può rimanere offeso, grigio e cupo, decidere di chiudersi e non aprirsi. E’ possibile, poi, che passi repentinamente da uno stato all’altro, come a volerti cogliere impreparato, di proposito.

Sa colpirti con effetti speciali quando cerca di attirare la tua attenzione, scatena raffiche di vento, temporali passeggeri, giornate di sole caldissime. Allo stesso modo sa farti pesare ogni sfumatura del tramonto quando, invece, ti stai avvicinando troppo.

La sera, comunque, rimane il mio momento preferito. Anche il cielo, dopo averci regalato la bellezza dei suoi colori, mostra le stelle ed invita a cena la luna. Qualcuno urla guardando in alto e si sfoga mentre un tuono copre il frastuono. Altri rimangono  in silenzio a leggere le costellazioni. C’è chi scrive il suo destino e modifica gli astri, chi lo subisce schiacciato da un dolore che nemmeno sa di non meritare. Certe sere, poi, sembra perfino che anche la luna canti, sono quelle notti serene, con un cielo limpido che parla d’amore. E’ in queste occasioni che  si sentono risate e abbracci, che le stelle fanno luce, ma chi brilla di più cammina su due piedi.

Qui si susseguono, in maniera sparsa e casuale, giornate di alta e di bassa pressione. In alcuni momenti può sembrare di essere in pieno inverno ed avere l’impressione di non riuscire a vedere la luce del sole. Ma basta guardare un po’ più in là, oltre quei monti alti e tetri che cercano di rubarti l’estate, che la bellezza si trova. Ed io la trovo in un abbraccio dopo giorni di silenzio, nelle incomprensioni che avvicinano un po’, negli scambi cuore a cuore.

Guardo negli occhi questi ragazzi e ci trovo dentro il cielo e tutto il mondo. Rimango in silenzio ed ascolto le storie che non raccontano, sento le emozioni di cui non parlano. Guardo l’alba e ci vedo le speranze per il domani.