Nei racconti con la dicitura “Special” troverete riflessioni e composizioni a cura degli Educatori senza Frontiere, per dar vita ad una riflessione comune, che sia profonda, poetica, etica e utopica.

Di Gabriella Ballarini

C’era una volta l’uomo e c’era la donna e il bambino, c’era il giovane e l’anziano, c’erano le folle e le solitudini. Ecco, c’erano una volta gli esseri umani, le persone, quell’insieme di anima, corpo, cervello e possibilità.

C’erano da sole e c’erano tutti insieme e vivevano dentro la geografia delle loro abitudini: alzarsi, andare a lavorare, tornare, sognare di andare in vacanza, comprare un biglietto e partire.

Alzarsi, accendere la luce e la luce non c’è, alzarsi andare a scuola e a scuola tu non ci puoi andare, alzarsi andare a lavorare e la fabbrica l’hanno bombardata.

C’era tutto un qui ed ora che cambiava quando cambiavano i punti cardinali, quando i muri schiacciavano i pensieri, quando le pagine del libro si strappavano e si buttava nel fuoco.

Questo è il nostro mare, quello che non sa inghiottire, quello che ti porta a navigare, quello che ti chiede di non morire.

Noi adesso ci guardiamo negli occhi, uno per uno, sì tu e poi tu ti giri e guardi lei, poi tu chiudi gli occhi e ti immagini Mohamed, e ti ricordi di Samila e apri gli occhi e vedi Giorgio e vedi Elisa.

Noi siamo quelli che riconoscono il corpo e l’anima dell’umanità, che ne fanno il loro libro di pedagogia da scrivere e riscrivere tutti insieme e l’insieme è la somma dei sogni di tutti, nessuno resta fuori.

C’era un libro sul tavolo e chiunque lo poteva prendere in mano. C’era una volta l’essere umano e nessuno poteva più negarne il respiro, nessuno poteva metterlo piegato in quattro nel fondo del fondo di un libro.

Noi siamo quelli che si riconoscono nel frastuono della folla e accettano la sfida del presente.