Scritto da Sara Cofani

Ci sono libri che ti rendono nostalgica non appena hai finito di leggere l’ultima riga dell’ultima pagina. Questo è il caso del libro d’esordio di Valentina Farinaccio: intensa, emozionante, per niente retorica di fronte ad un tema difficile come quello della morte di un padre.

Vera ha 5 anni ed ha tutta la vita davanti. Vera ama gli inizi ma odia la responsabilità della fine. Giordano, il papà di Vera, non c’è più; a differenza di quanto lei continui a raccontare alle sue compagne di classe. Lei, la mamma Lia e la nonna Santa ce la mettono tutta a far finta di niente, a credere che questo dolore non esista.
Ma si sa, la verità è sempre dolorosa e per superare il dolore bisogna passarci dentro. Non esistono scorciatoie o altri modi, non si possono chiedere sconti al dolore.

Oggi Vera ha 30 anni e sente di essere cresciuta a metà:
“Ho avuto in dotazione un solo braccio e una sola mano. Una narice, il labbro inferiore e l’orecchio sinistro.[…] Si prova più o meno questo quando si cresce senza un genitore.[…] Quello che so l’ho scoperto piano, da sola, quando ormai ero abituata a farmi il caffè con una mano, ad andare di fretta con un piede, a piangere con l’occhio meno vispo e a respirare da una sola narice”.

Le donne che abitano questo libro, però, imparano ad affrontare il dolore con leggerezza e ci insegnano ad ironizzare anche gli eventi più strazianti perché l’intensità dell’amore rimane, nonostante l’assenza.

La strada del ritorno è sempre più corta, è vero. Me lo hanno insegnato tutte quelle persone che hanno vinto un sacco di guerre, impugnando il silenzio degli anni che passano. Quelli che, nonostante dolori grandissimi, hanno potuto qualunque cosa. Ed io questi li spio ed ammiro ogni giorno, da tutta la vita, per imparare come.

TITOLO: La strada del ritorno è sempre più corta
AUTORE: Valentina Farinaccio
EDITORE: Mondadori
ANNO: 2016
PREZZO: 18 euro