Progetti

Le nostre case

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    La nostra sede in Madagascar si trova a Fianarantsoa dove è collocata l'Associazione Ambalakilonga onlus READ_MORE
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    In Honduras siamo presenti con le nostre case "Centro de rehabilitacion para adictos Casa Juan Pablo II" e "Il Grande Albero" READ_MORE
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Progetti in corso

  • ANGOLA
  • BRASILE
  • HONDURAS
  • MADAGASCAR
  • RUANDA

Luanda

Area in allestimento

Porto Alegre, Restinga

Un po’ di storia della collaborazione.A fronte della criticità della situazione e dell’esiguità di strutture terapeutiche che possano far fronte alle problematiche di tossicodipendenza giovanile nella regione, la Congregazione dell’Opera don Calabria, unitamente alla Congregazione Sulina e ha intrapreso la realizzazione di una Comunità Terapeutica per giovani tossicodipendenti. Le due congregazioni, infatti, nello sviluppo delle loro attività sociali e religiose, da tempo si sono fatte carico della sfida posta bambini, adolescenti, giovani adulti coinvolti nella droga.Il progetto segue fedelmente le linee-guida tracciate dalla fondazione Exodus:
  • Le quattro ruote (sport, arte, parola, lavoro)
  • Il progetto educativo individualizzato (PEI)
  • La valorizzazione del gruppo come strumento di lavoro
  • L’itineranza
La sede della nuova casaLa nuova Comunità Terapeutica sorge nel quartiere di Restinga, in un’area di circa 3 ettari, frutto di un lascito alla Congregazione, in cui sono presenti 3 edifici ad uso uffici- amministrazione, servizi generali, laboratori professionali e spazi ricreativi e per il tempo libero. La Comunità sarà completata con la costruzione di un’abitazione di 230mq, da adibire a alloggio per adolescenti e altri soggetti con problemi di dipendenza.Indicatori e BeneficiariI diretti beneficiari del progetto sono i giovani e gli adolescenti del quartiere Restinga nella città di Porto Alegre e le loro famiglie. Si prevede di ospitare nella struttura residenziale n. 12 adolescenti (da 12 a 17 anni e undici mesi), di sesso maschile per l’intera durata del percorso terapeutico riabilitativo (durata indicativa prevista 12 mesi). Sono beneficiari anche i giovani ed i ragazzi del quartiere che verranno coinvolti nei percorsi di prevenzione e sensibilizzazione, per un intervento stimato di 100 beneficiari l’anno.Indiretti beneficiari sono gli abitanti e la comunità intera di Porto Alegre, sulla quale la Congregazione ha deciso di “scommettere”, nel tentativo di recuperare e ri-costruire percorsi di vita dei suoi componenti più fragili, per restituirli ad una cittadinanza piena.Volontariato e animazione socialeOgni anno gli educatori senza frontiere partono per un’esperienza di volontariato all’interno del centro di aggregazione della congregazione situato a Restinga. Nel centro fanno esperienza di animazione sociale, studio del portoghese e approfondimento di tematiche educative che vengono gestiti da personale locale specializzato.Così è organizzata dall’Italia la partenza di un potenziale ESF per il progetto Brasile:La conoscenza e la formazione personale sono due dimensioni che si intrecciano in ogni viaggio per questo cercheremo di capire come, solo idealmente, si possono scandire i vari momenti che caratterizzeranno questa esperienza. Sottolineiamo idealmente perché non esistono formule o schemi prestabiliti, ma esistono indicazioni che possono essere fornite e premesse che devono essere contemplate. Anche lo scambio formativo e la restituzione seguono la stessa idea, ma ogni fase ha eguale importanza e dovrà essere premura delle volontarie non tralasciarne nessuna. Per molti la fase della restituzione non è importante, per noi è la fase cruciale.Obiettivi futuri
  • Apertura della comunità terapeutica
  • Attivazione di almeno due momenti formativi strutturati in loco con personale italiano
  • Attivazione di stage all’interno del centro di aggregazione
  • Invio di n°2 espatriati in Brasile
Numeri del progetto:4 referenti locali rappresentanti delle diverse congregazioni.
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Casa Juan Pablo II, El Paraiso

La collaborazione con la diocesi della cittadina di El Paraiso è iniziata nel 2007 con un primo contatto e nel 2009 è stata data vita alla comunità che attualmente accoglie 28 ragazzi dai 14 ai 25 anni con problemi di tossicodipendenza e alcolismo.Attività sul territorio:
  • Casa Juan Pablo II
  • Prevenzione in rete con altre organizzazioni locali
  • Volontariato nei quartieri più emarginati
  • Collaborazione con le autorità locali anche in tema di riforme sociali
  • Organizzazione di eventi sportivi
  • Attività formative
Il progetto educativo per i ragazzi segue fedelmente le linee-guida tracciate dalla fondazione Exodus:
  • Le quattro ruote (sport, arte, parola, lavoro)
  • Il progetto educativo individualizzato (PEI)
  • La valorizzazione del gruppo come strumento di lavoro
  • L’itineranza

Un po’ di storia del progetto
Il primo contatto con la diocesi locale ha permesso ad Esf di rendersi conto della realtà sociale della cittadina di El Paraiso e del crescente numero di consumatori abituali di sostanze. Da qui la decisione di inviare un Educatore che ha vissuto in città un anno e ha preso i contatti costruendo il progetto passo dopo passo. Ad un anno dall’arrivo di Daniele sul territorio ha preso vita la casa. Inizialmente venivano accolti uomini di tutte le età, ragazzi giovani e meno giovani, poi la decisione è stata radicale e cioè accogliere unicamente ragazzi giovani, minori o poco più, per creare una casa in cui lo studio e le arti, abbinate al lavoro potessero essere valorizzate e potessero permettere una crescita che fuori, in un clima di violenza sarebbe stata impossibile. Un fenomeno crescente è quello dei giovani papà e delle giovani mamme. È un tema prepotente in Honduras in questo momento, molti ragazzi di poco più di 16 anni che vivono all’interno della comunità sono già padri, anche su questa dimensione affettivo-relazione e di responsabilità, si lavora all’interno della comunità.La formazione permanenteOgni anno si organizzano almeno due occasioni formative che vedono coinvolti educatori locali e educatori italiani.Fino ad oggi si sono realizzati due corsi di formazione:
  • Trabajo social y redes
  • Life skills adentro de un proyecto de vida
Totale dei partecipanti: 35.[button type="download" text="Scarica la brochure informativa del centro" url="http://www.educatorisenzafrontiere.org/wp-content/uploads/2011/12/presentazione-Casa-Juan-Pablo-II.pdf" target="_blank"]Obiettivi futuri
  • Creare una sala di informatica per i ragazzi con un insegnante che faccia formazione
  • Creare una sala musica/sala di registrazione
  • Fornire di materiale teatrale per agevolare i laboratori teatrali condotti dall’educatore italiano e per far crescere il livello delle performance dei ragazzi
  • Proseguire le attività formative della rete con invio di formatori italiani che hanno ricevuto formazione rispetto alla realtà latinoamericana
  • Ingrandire le attività lavorative di coltivazione dei campi per agevolare l’auto-sostentamento
  • Tutti i ragazzi che entrano a vivere nella casa devono ricevere la scolarizzazione di base
  • Favorire l’accesso dei ragazzi anche all’università
  • Formazione di personale locale per affiancare gli educatori espatriati
I numeri del progetto Personale espatriato: 1 responsabile progetto, 1 educatorePersonale locale: 1 aiuto educatoreContatti sul territorio: ogni anno si avvicinano al progetto fino a 2000 persone (tra eventi, centro ascolto e collaborazioni sul territorio).
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comunità Ambalakilonga, Fianarantsoa

La collaborazione con la diocesi di Fianarantsoa e con l’Orphelinat Catholique de Fianarantsoa nasce nel 2001 quando la Fondazione exodus è chiamata ad occuparsi degli adolescenti dell’orfanotrofio e del loro futuro.Nasce l’Associazione Ambalaki onlus con il compito di gestire la comunità Ambalakilonga (il posto dei ragazzi) a Fianarantsoa.Attività sul territorio:
  • Prevenzione in rete con altre organizzazioni locali
  • Volontariato nei quartieri poveri
  • Collaborazione con le autorità locali anche in tema di riforme sociali
  • Attività formative ed educative
Il Villaggio Ambalakilonga si occupa di:
  • Comunità di circa 30 adolescenti in situazioni di disagio sociale
  • CFPA (centro formazione professionale) con 5 filiere: elettricità, falegnameria, idraulica, muratura, informatica
  • Dispensario
  • Casa delle arti
  • Centro sportivo
L’Associazione ESF si occupa di:
  • Inviare educatori professionali a gestione del progetto educativo
  • Formazione dei formatori
  • Sviluppo di progetti a sostegno della comunità
  • Attività di animazione educativa e formativa
Personale presente: 1 responsabile di sede, 2 SCV, 3 educatori malgasci, 15 insegnanti della scuola, 1 direttrice scolastica, 1 formatore degli insegnanti, 2 cuoche, 1 guardiano, 2 custodi.
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Progetto Casa Exodus, Diocesi di Byumba

La collaborazione con la Diocesi di Byumba nella persona del suo vescovo e del Padre responsabile don Patrice NTIRUSHWA, nasce dal contatto con alcuni finanziatori di ESF.La richiesta si rivolge al fenomeno dei bambini di strada, molto presente nella Diocesi e fenomeno comune a tutti i paesi poveri, bambini e bambine IN strada o Di strada ad oggi gravitanti attorno alla parrocchia di riferimento.Attività sul territorio:
  • Prevenzione in rete con altre organizzazioni locali
  • Volontariato nei quartieri poveri
  • Collaborazione con le autorità locali anche in tema di riforme sociali
  • Attività formative e pastorali
Obiettivi generali del progetto:
  • Costruzione della CASA EXODUS, casa di accoglienza per circa 40 bambini di strada (avviamento lavori – dicembre 2010, conclusione lavori Settembre 2011)
  • Formazione dei formatori
  • Supervisione di un educatore circa tre volte l’anno
  • Formazione a distanza
  • Stesura in collaborazione con gli educatori già presenti di un progetto educativo
Obiettivi futuri:
  • formazione educatori sul territorio
  • esperienze di educatori italiani in territorio ruandese

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Progetti

Progetti già realizzati

  • ARGENTINA
  • KENYA
  • PARAGUAY
  • SUD AFRICA
  • UCRAINA
In Argentina la collaborazione di Educatori senza Frontiere ha una storia che parte dal 2009 quando c’è stato il primo studio di fattibilità con una visita di don Antonio e di altri collaboratori di ESF.L’animazione socialeAttività pensate per i ragazzi e bambini del poverissimo quartiere di Gonzalez Catan/Laferrere.I centri sono dislocati sul territorio della parrocchia e sono un totale di 8.Attività:
  • Aiuto nei compiti scolastici
  • Animazione
  • Cucina
  • Sport
  • Merenda
Esf contribuisce con una partecipazione durante il periodo estivo attraverso attività gestite dagli educatori senza frontiere che terminano il loro anno formativo all’interno dei nostri progetti.La formazione degli educatori dei centri di aggregazione La nuova Comunità Terapeutica sorge nel quartiere di Restinga, in un’area di circa 3 ettari, frutto di un lascito alla Congregazione, in cui sono presenti 3 edifici ad uso uffici- amministrazione, servizi generali, laboratori professionali e spazi ricreativi e per il tempo libero. La Comunità sarà completata con la costruzione di un’abitazione di 230mq, da adibire a alloggio per adolescenti e altri soggetti con problemi di dipendenza.La formazione vede coinvolti due educatori ogni centro, fino ad oggi un unico corso è stato attivato.Si è svolto il corso di formazione dal titolo: “Educazione, identità e reti” a cui hanno partecipato 9 educatori e si è strutturato come segue:
  • Conoscenza dei partecipanti e cosa rappresenta per loro l’educazione.
  • Perché facciamo formazione, cosa significa?, l’educatore come individuo e come parte di un gruppo, il lavoro di gruppo e le dinamiche.
  • Lavoro di rete, Adolescenza.
  • Life skills, scambi esperienziali e basi teoriche.
  • Progettazione, storia di vita.
  • Tirate le fila su adolescenza e storie di vita, saluti e consegna certificati.
Ogni incontro è durato 3 ore, la sede era uno dei CINFA di Gonzalez Catan, le presenze sono state costanti, fatto salvo per un’educatrice che ha saltato due incontri e un’altra che ne ha saltato uno.Metodologia:durante gli incontri il metodo era basato sullo stimolo dei partecipanti alla riflessione rispetto ai temi trattati e poi ad ogni stimolo si lavorava sulla risposta del gruppo. Ogni incontro si chiudeva con la consegna di un foglio a ciascuno dei partecipanti con scritto “diario personale, primo giorno (secondo, terzo, etc) e ogni apertura era riservata alle riflessioni rispetto a quello che era successo nell’incontro precedente. Dopo il contributo del gruppo un rimando del conduttore e poi si iniziava solitamente con attività “rompighiaccio” che nel caso specifico erano destinate a far aprire maggiormente il gruppo rispetto ai propri vissuti e alle proprie caratteristiche personali per creare complicità e conoscenza rispetto all’identità individuale e di gruppo. Riguardo alle singole tematiche si sono utilizzati cartelloni e stimoli al gruppo da cui sono partite le rielaborazioni.Sensibilizzazione e prevenzione:durante la sua presenza sul territorio Esf organizza incontri con adolescenti, insegnati e membri della comunità per sensibilizzare al tema dell’utilizzo delle sostanze partendo dal grande potenziale dei ragazzi e facendo riflettere su come questo potenziale possa essere investito.Lo scorso anno sono stati organizzati 10 incontri in 3 settimane che hanno coinvolto 6 classi dell’istituto Giovanni Calabria a Gonzalez Catan e 4 gruppi di catechisti/giovani educatoriObiettivi futuri
  • Organizzare due corsi di formazione ogni anno
  • Organizzare attività di volontariato che siano finalizzate non solo all’animazione sociale, ma anche al restauro delle strutture all’interno delle quali si accolgono i bambini
  • Organizzare una formazione permanente anche a distanza
Numeri del progetto:20 educatori locali1 formatore espatriato3 volontari italiani ogni anno.
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Progetto WTF

In kenya la collaborazione ha avuto inizio nel 2011 con la partecipazione di un gruppo di ESF all’interno del progetto “Welcome to the family” (WTF).Di cosa si compone il progetto WTF ...Drop – in centre: il centro nasce come primo elemento del progetto, per conoscere meglio il territorio e comprendere come selezionare i ragazzi che vivono in strada e farli rientrare in un progetto più ampio di reinserimento familiare. Qui i ragazzi e gli educatori si incontrano tutti i giorni. Le attività sono programmate e differenziate ogni giorno ed è prevista una merenda a metà mattina. I ragazzi che frequentano il centro vivono regolarmente in strada e per essere inseriti nel progetto del boys ranch devono frequentare il centro per almeno un mese di seguito per dimostrare la loro reale intenzioni di dare alla propria vita una diversa direzione. Boys ranch: in accordo con la famiglia d’origine e dopo aver speso un tempo congruo al drop-in centre, i ragazzi vengono accolti nella casa, anzi, nelle case. Infatti al boys ranch ci sono due case con sala da pranzo e dormitori dove i bambini vivono con gli educatori in piccoli gruppi – comunità. La piccola dimensione dei gruppi restituisce ai ragazzi una familiarità che la strada non permetteva. Durante il periodo che i ragazzi trascorrono al BR, gli educatori lavorano in concerto con la famiglia per il reinserimento dei ragazzi, i quali non trascorrono più un anno e mezzo dentro alla casa.Girls shelter: il progetto nasce dalle visite che la congregazione nelle carceri e si concentra su un’utenza di ragazze che hanno subito violenze. In Kenya, infatti, le ragazze violentate o abusate che denunciano, vengono messe in carcere per tutelarne nei confronti dei carnefici o dei familiari dei carnefici. Il problema però è che il fatto di essere chiuse in carcere enfatizza il senso di colpa. La casa (anch’essa divisa in due casette, per restituire quel senso di familiarità indispensabile in questo genere di situazioni) accoglie e accompagna le ragazze durante i processi e le sostiene quando devono rientrare nelle loro case o tornare nella società in modo autonomo.L’animazione socialeLe attività di animazione si sono svolte in diversi ambiti del progetto:Animazione al mattino con il drop-in centreAnimazione durante il campo scuola ad Ol Moran (campo scuola realizzato per i ragazzi delle due strutture della durata di una settimana)Animazione con i ragazzi e le ragazze delle case (girls shelter, boys ranch)La formazione degli educatori del WTFTutti gli educatori e le educatrici sono stati accompagnati in un percorso di consapevolezza rispetto alle scelte e al mestiere dell’educare. Obiettivi futuri:inviare ogni anno un gruppo di educatori senza frontiere per supportare il progetto.I numeri del progetto:20 educatori locali1 formatore espatriato3 volontari italiani ogni anno.
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Ciudad del Este

La collaborazione di ESF con l'Hogar Santa Teresa di Ciudad del Este, struttura gestita dai Poveri Servi della Divina Provvidenza (referente: Fr. Giuseppe Piccolo), nasce da una richiesta da parte della Congregazione per quanto riguarda uno scambio e un confronto sugli interventi educativi da effettuare con bambini e ragazzi che vivono un forte disagio sociale, in particolare per quato riguarda problemi di tossicodipendenza.L'Hogar Santa Teresa comprende una casa per minori con problematiche di tipo familiare, una casa per ragazzi tossicodipendenti, un doposcuola, un'aula speciale per bambini con disabilità, un campo da calcio che viene quotidianamente affittato ai giovani del quartiere e un dispensario dove medici volontari effettuano assistenza sanitaria gratuita.Attività sul territorio:
  • Assistenza domiciliare alle famiglie povere del quartiere;
  • Apertura e accoglienza verso famiglie e giovani bisognosi di aiuto;
  • Gestione di diversi doposcuola dislocati nel quartiere;
  • Collaborazione con le altre strutture presenti sul territorio (es. casa di accoglienza per bambine e casa di accoglienza per anziani).
[imageframe width=240 height=180 pattern="1" align="left" alt="Progetto Paraguay – Ciudad del Este"]http://www.educatorisenzafrontiere.org/wp-content/uploads/2012/02/paraguay_01.jpg[/imageframe]
1- L'avviamento del progetto ha visto, nel mese di agosto 2009, un viaggio di supervisione di un due coppie di educatori che hanno avuto il compito di effettuare una mappatura dell’esigenza reale per la quale si richiedeva un intervento dell’Associazione ESF;2- Nell’estate del 2010 sono partiti quattro educatori senza frontiere, accompagnati e supervisionati da un tutor, che hanno svolto le seguenti attività:osservazione e conoscenza del territorio (la città e il quartiere);
  • visite a progetti di tipo educativo e case di accoglienza di Ciudad del Este;
  • animazione e volontariato con i ragazzi dell'Hogar Santa Teresa e di altre strutture.
Obiettivi futuriIn seguito alle due prime esperienze con ESF, che hanno avuto entrambe esito positivo, l'intenzione è quella di proseguire la collaborazione, cercando di andare incontro alle richieste e aspettative della struttura.
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Pretoria e Johannesburg

La collaborazione con la Congregazione dei Padri Stimmatini, con sede a Verona, nasce nel 2009 da una richiesta di P. Angelo Dusi al vicepresidente dell’Associazione per un intervento educativo in una realtà come quella di Pretoria e di Johannesburg riferita alla tossicodipendenza di adolescenti e bambini, oltre che un intervento educativo con le famiglie.L'Hogar Santa Teresa comprende una casa per minori con problematiche di tipo familiare, una casa per ragazzi tossicodipendenti, un doposcuola, un'aula speciale per bambini con disabilità, un campo da calcio che viene quotidianamente affittato ai giovani del quartiere e un dispensario dove medici volontari effettuano assistenza sanitaria gratuita.Attività sul territorio:
  • Prevenzione in rete con altre organizzazioni locali
  • Volontariato nei quartieri a maggior degrado
  • Collaborazione con le autorità locali anche in tema di riforme sociali
  • Attività formative e pastorali
[imageframe width=240 height=160 pattern="1" align="left" alt="Progetto Sud Africa – Pretoria e Johannesburg"]http://www.educatorisenzafrontiere.org/wp-content/uploads/2012/02/sud_africa_01.jpg[/imageframe]
1- Avviamento del progetto ha visto un viaggio di supervisione di un educatore con il compito di effettuare una mappatura dell’esigenza reale per la quale si richiedeva un intervento dell’Associazione ESF2- Nell’estate del 2010 sono partiti quattro educatori il cui principale obiettivo è stato:
  • animazione e interventi educativi in una casa di accoglienza per bambini di strada a Johannesburg (sostegno scolastico, animazione, igiene, vita famigliare, organizzazione sportiva, )
  • mappatura della realtà dei bambini di strada di Johannesburg
  • sostegno all’attività dei Padri Stimmatini nell’accompagnamento educativo delle famiglie (incontri sulla tossicodipendenza, sull’educazione dei figli, sulla gestione dell’età adolescenziale….) oltre che azione pastorale
Obiettivi futuriin attesa di incontro con il Padre responsabile per verificare la fattibilità del progetto.
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Drohobych

La collaborazione con Caritas di Drohobych cittadina a pochi km da Leopoli, nasce da un incontro tra il Vicepresidente e un sacrdote della chiesa grego-ortodossa di Leopoli.La richiesta nasce dalla necessità di rispondere ad un estremo bisogno di povertà e di alcolismo caratterizzante i capi-famiglia.Attività sul territorio:
  • in rete con altre organizzazioni locali
  • Volontariato nei quartieri poveri
  • Collaborazione con le autorità locali anche in tema di riforme sociali
  • Attività formative e pastorali
Obiettivi generali del progetto:La già esistente Comunità Nazateh che conta ad oggi circa 20 ospiti adulti con problemi di tossicodipendenza e alcolismo ha beneficiato ad oggi dell’azione di ESF:
  • Invio di un container grazie ad un benefattore, di alimenti di prima necessità nell’inverno del 2009 particolarmente freddo e difficile
  • Acquisto di letti e armadi per le camere degli ospiti
  • Invio di tre volontari a sistemazione dell’arredamento e della sistemazione del containe
  • Invio di un supervisore per la stesura del progetto educativo
  • Ospitalità di due formatori per la formazione internazionale tenutasi nell’autunno del 2010
Obiettivi futuri:Costituzione di una Onlus Ucraina che si ispira ai principi della Fondazione Exodus e di ESF in grado di operare con l’aiuto delle istituzioni in un ampio raggio del disagio sociale.Attendiamo lo sviluppo di tale azione per meglio comprendere quale potrà essere il compito di ESF.
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  • Viaggio in HONDURAS
  • ESF in RWANDA
  • Cammino ESF 2014