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Ci sono venti di guerra all’orizzonte

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Ci sono venti di guerra all’orizzonte. Un’intensa riflessione sul presente e sulla storia da parte della coordinatrice di Educatori senza Frontiere. Scritto da Cristina Mazza Ci sono uomini che giocano con le bombe e si sfidano a chi le getta più lontano. Ci sono governi che usano la parola guerra come un ciao detto sbadatamente la mattina al primo sconosciuto.

Il colore dell’arbitro, viaggio in Italia

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Un racconto da parte della Fondazione Exodus Scritto da Pasquale Ambrosino I contesti si riempiono di contenuti, e tutto risponde alle visioni che abbiamo del mondo. Sull’immigrazione si scrivono ogni giorno pagine e pagine. Cadono le nuvole grigie del razzismo, si aprono i dibattiti sulle invasioni barbariche, come se l’occidente gonfio a suo tempo non le avesse fatte e ancora oggi le fa, come se la mia casa è sacra e le case degli altri possono essere violate, insieme ai paesaggi, alla natura e alle culture, come se i codici che dividevano nei tempi antichi gli umani in uomini liberi e schiavi si siano perpetrati nell’oggi.

Lettera a me che sto per partire

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Troppi sogni aggrovigliati ai pensieri, prima della mia terza volta in Angola. Scritto da Silvia Grugnaletti Quei ricordi lasciati lì e impolverati, che aspettano silenziosi di essere rivissuti. Sto per partire, e non me lo dico piano o con dolcezza, ma con la determinazione e la forza di chi non ha mollato neanche per un momento quel pensiero: la casa di Huambo. Quel pensiero che non riesco a chiamare sogno, perché è un valore, un ideale, un bene più profondo. Ma poi il sogno di chi? Il mio? Il nostro? Il loro?

Madagascar/ Tra le tue braccia

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Scritto da Claudia Minelli Circa un anno fa scrivevo di te Sami. La vita di strada e le trasgressioni che  a sedici anni ti seducevano, un ragazzo che vedeva il tuo corpicino che ormai aveva le sembianze di una piccola adulta, la tua sfacciataggine e spigliatezza, una madre che ha avuto uno strano modo di amarti portandoti via da una casa che ti garantiva tre pasti al giorno, la possibilità di studiare e di essere comunque amata da ragazzi ed educatori che erano famiglia.

Può definirsi l’educazione un’arte?

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L’arte e il clown nella pratica educativa raccontato da una delle formatrici. Scritto da Giorgia Dell’Uomo Ho imparato che tutte le arti non possono prescindere l’una dall’altra. Le arti figurative, la musica, il teatro, la danza, sono necessariamente legate l’una all’altra. In un quadro osservando le linee, i colori, la costruzione delle immagini: possiamo osservare una teatralità, possiamo sentire un ritmo, possiamo lasciarci trasportare nella danza delle pennellate. Così è lo stesso per  un’opera teatrale, o una danza, può essere un grande quadro che vive nella nostra immaginazione e nella nostra fantasia.

  • Viaggio in HONDURAS
  • ESF in RWANDA
  • Cammino ESF 2014