di Antonio Mauro

Ricordo quei giorni di sole, strade sterrate e binari che indicano la tua direzione. C’è fango, spazzatura, piedi scalzi. Non ti stupisci, ti sembra normale anche se in fondo tanto normale non è. Tu sei a tuo agio, è li che devi andare, li puoi cercare, lì puoi trovare, lì puoi perderti, lì puoi ritrovare, è li che tu vuoi andare.
“Guarda oltre” ti dici. Ricordo mani che ti stringono, che hanno bisogno di contatto. Occhi che ridono, sguardi contenti di stare li insieme a te. Urla di gioia, visi belli, 4 calci ad un pallone. Lei che sale sulle tue spalle e comincia a pettinarti, così piccola che si prende cura di te.
Ritorni in un paese che ha dato una svolta alla tua vita, quando quella prima volta di tanti anni fa, cominciavi a piccoli passi a muoverti in un contesto diverso dalla sua solita routine, un contesto che hai sempre sentito tuo, dentro, nella pancia, il nostro secondo cervello, quello delle emozioni, quelle che ti fanno innamorare, ti fanno odiare, ti danno rabbia, ti danno calma. Ricordo sorrisi che ti alleggeriscono il cuore.
Albania, l’inizio di tutto ma non la sua fine.
Lungo la strada ci sono pupazzi attaccati all’entrata delle case in costruzione, una sorta di talismano contro il malocchio, dicono che porti fortuna per l’avvenire. Case ovunque. Nessuna di queste portate a termine.
La sera guardo il cielo, ci sono le stelle e c’è la luna piena, c’è silenzio e io mi godo quel momento. Rimando a loro i miei sogni.
Ricordo il Murialdo, i bambini, i ragazzi, i campetti. Ascolto i racconti, non capisco la lingua ma so che bastano gli occhi per comunicare certe emozioni. Faleminderit ci dicono, tra le parole più belle ascoltate fino ad ora, vuol dire grazie, e io mi domando perché grazie. Vorrei dire loro solo scusate, scusate se ancora oggi c’è bisogno di dover andare in giro a ricordare che un mondo migliore è ancora possibile, è solo una questione di scelte. Rispondo falendimerit, grazie a voi perché ogni volta che lo faccio capisco che è realizzabile.

Perché a volte ci vuole solo coraggio, il coraggio di essere felici, di raccogliere un momento ordinario e trasformarlo in epico.
Ci vuol coraggio a ridere di gusto di fronte a questa vita, che ci mette sempre alla prova.
E ci vuole forza, per scartare il negativo e portar dentro solo il meglio, conservando l’essenza della gioia.
Quel coraggio e quella forza ce l’abbiamo dentro, è tutta una questione di scelte.
Faleminderit Albania.