di Elisabetta Genchi

“Calza i tuoi sandali
e cammina sulla sabbia
che nessuno schiavo ha mai calpestato.
Sveglia la tua anima
e bevi alle sorgenti
che nessuna farfalla ha mai sfiorato.
Dispiega i tuoi pensieri
verso le vie lattee
che nessun folle ha osato sognare.
Respira il profumo dei fiori
che nessuna ape ha mai corteggiato.
Allontanati dalle scuole e dai dogmi:
i misteri del silenzio
che il vento rileva alle tue orecchie
ti bastano.
Allontanati dai mercati e dalla gente
ed immagina la fiera delle stelle
dove Orione allunga la sua spada,
dove sorridono le Pleiadi
intorno alla fiamme della Luna,
dove neppure un fenicio ha lasciato le sue tracce.”
M. DARWISH

Caro educatore senza frontiere,

Questa lettera la dedico a te, al cammino che stai per compiere, alla strada che stai per percorrere, ai mattoncini che stai mettendo insieme per costruire il tuo futuro in terra straniera.
Caro educatore senza frontiere, sei pronto?

Chissà quante volte ti sei posto questa domanda negli ultimi giorni… e chissà se si è mai totalmente pronti per un viaggio come quello che stai per fare. Un viaggio che sono certa, in qualche modo ti cambierà dentro, ti smuoverà.
E allora tu non preoccuparti. Tu lasciati andare…lasciati sfiorare dalla terra che andrai a calpestare…lasciati accarezzare dalle mani che incontrerai sul tuo cammino…lascia che i tuoi occhi, incrocino gli occhi di chi ti sta di fronte. Vedrai che in quegli occhi, in quegli sguardi, riconoscerai te stesso…

Abbi sete, caro esf.

Sete di accoglienza, sete di un mondo altro, dove bianchi e neri sono solo una grande famiglia: la grande famiglia dell’umanità.

E non avere paura della tua debolezza; e se ne avrai, cerca conforto nella parola del tuo compagno di viaggio. O nel silenzio di chi sta camminando con te.

E quando ti sentirai smarrito, respira. Respira a pieni polmoni lo smarrimento che senti dentro; e sentiti fragile, FRAMMENTATO, e poi ritrova la forza dentro te.
Scrivi, scrivi tanto; lascia che il tuo cuore sia collegato alla mano come un fiume in piena e senza interesse di controllare troppo il testo lasciandolo genuino e fresco di spontaneità.

Scrivi una lettera a te stesso che poi leggerai al tuo ritorno. Scrivi di tutto ciò che senti dentro…della bellezza che ti circonda…

Sì, condividi la grande bellezza che i tuoi occhi colmi di gratitudine hanno avuto il privilegio di ammirare nei paesaggi di questa meravigliosa avventura.

Godi di ogni momento, anche del momento del ritorno. Tieni dentro te tutti gli attimi preziosi del tuo viaggio. E poi, raccontameli perchè io sono qui, e ti aspetto, per rivivere con te il tuo viaggio attraverso le tue parole.

Fai buon viaggio esf. Sarà un viaggio meraviglioso.

Arrivederci a qui, ovunque qui sia.