di Alessia Casari

“Credici!” mi hanno sempre detto. “Non mollare, con le capacità che hai puoi farcela!”.
Mi è stato chiesto se durante questo viaggio la lingua si stesse presentando come un limite, ma la mia risposta è stata “No!”.

I nostri corpi comunicano, sono una risorsa, una potenzialità, forse proprio il miglior strumento per superare qualsiasi tipo di barriera creata dall’altro per tenerti lontano.
 
Grazie a semplici sguardi tutto è possibile!
 
Ero una sconosciuta, ero l’ennesima “Vasaha” che vedevano, ero quel volto sorridente che con gioia li ha accolti in una piccola stanza per trascorrere un’ora e mezza insieme.
In quel momento io ci credevo, io c’ero, ero piena di vitalità da trasmettere all’altro. In quel momento con me in quella stanza al mio fianco avevo una compagna pronta a sostenermi qualora non ce l’avessi fatta!
I corpi iniziano a spostarsi da una parte all’altra, si incontrano, si osservano, si rispettano. 

Sguardi evitanti, sguardi intensi, sguardi felici, sguardi cupi, sguardi di comprensione, sguardi non compresi. 
Sguardi che ascoltano l’altro e con gioia lo accolgono nel loro momento andando oltre questa estrema difficoltà. 
Sguardi rivolti a terra perché non disposti ad aprirsi. 
Sguardi che creano relazioni. 

Relazioni nuove, relazioni che stupiscono, relazioni indescrivibili a parole, relazioni che riempiono il cuore. 
E come è possibile riempirsi il cuore? Ascoltando l’altro, imparando ad osservarlo entrando così in relazione con lui. Ogni parte del corpo comunica qualcosa, ogni singolo gesto può essere un dono per l’altro. 
Un sorriso, un abbraccio, un battito di mani, gesti semplici ma carichi di ciò che ognuno di noi è davvero. 
Al termine di quella semplice ora e mezza i nostri sguardi erano diversi. 
Il ricordo con il tempo andrà a svanire, ma l’emozione provata, quella no, quella riempie il cuore! 
Delle volte le parole creano limiti, limiti che i corpi superano senza neanche rendersene conto.