Scritto da Piermario Lucchini

Quando il viaggio nasce così, per caso, senza nemmeno aver ben capito il perché. Quando il desiderio di andare dove non c’e “Vacanza” il motivo deve stare molto ma molto infondo. Allora, per dirla come Don Antonio Mazzi, meglio non perdere tempo a cercarlo, meglio partire e basta. Nella Casa Juan Pablo II ho trovato rare e preziose sorprese: la forza della volontà, l’efficienza delle regole, l’energia del sentimento. Tre ingredienti che insieme creano una poderosa reazione che si può sintetizzare nella formula: ” 1 + 1 + 1 = …. 4,5 anzi, quasi 5…”

Ho imparato che non è possibile capire a fondo il valore delle cose se non si abbandona, almeno per un attimo, il quotidiano: luoghi, affetti, sicurezze, o certezze come quella di aprire un rubinetto, sicuri di veder scendere l’acqua… calda.

Sempre, quando si arriva in un luogo nuovo si è timorosi. La paura di non essere accettati o di invadere spazi altrui distorce l’atteggiamento e rende un po’ rigidi.

Alla casa succede uno strano fenomeno: appena arrivi ti sembra di essere già stato lì. E’ l’energia sprigionata da chi vive la CASA che polverizza ogni distanza, brucia ogni formalità e “ACCOGLIE”

Bastano poche ore per capire come sia semplice ma efficiente la formula della comunità: “la condivisione”. Condivisione del disagio che ha distorto la vita, condivisione della volontà di rinascere, condivisione delle necessità quotidiane, non quelle per vivere ma quelle per “sopravvivere”. Condivisione del rispetto delle regole, del confronto.

Stupisce come ogni inevitabile contrasto della convivenza possa diventare oggetto di discussione “condivisa” ma con una procedura che noi “civili” abbiamo dimenticato: tu parli, io taccio, ascolto, capisco e rispondo.

…Semplice? …Prova!

La comunità “gira” sul perno dell’autorevolezza. Nessuna autorità ma il riconoscimento da parte di tutti del ruolo di chi GUIDA. Credo che questi ragazzi trovino una nuova strada perché accettano di essere guidati da chi riconoscono capace di farlo. Anche la formula di questa autorevolezza sembra banale: “So come stai perché ci sono passato – so come uscirai perché ne sono uscito – so cosa posso fare per te perché qualcuno prima l’ha fatto per me”

…Semplice? … Prova!

15 giorni sono come uno schiaffo e quando cerchi di capire da che parte è arrivato sei già sull’aereo che ti riporta indietro…. o magari “avanti”..  dipende dai pensieri che hai in valigia e dal sapore che ti è rimasto in bocca: non serve bere tutto il mare per capire che è salato, basta un sorso.

Vale anche per i fagioli. Non serve mangiarli sempre per capire che sapore hanno… vero?

 

GRAZIE

PIER

 

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